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14 giugno 2012

Armstrong rischia 7 titoli. "Io non mi sono mai dopato"

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Nuove accuse che arrivano dagli Stati Uniti potrebbero costare all'ex ciclista alcuni o tutti i suoi trionfi al Tour de France . "Diversi corridori e altri testimonieranno sulla base delle loro conoscenze personali" afferma l'agenzia antidoping

L'agenzia americana antidoping ha avanzato accuse formali nei confronti di Lance Armstrong, che potrebbero costare all'ex ciclista alcuni o tutti i suoi sette titoli del Tour de France. "Diversi corridori e altri testimonieranno sulla base delle loro conoscenze personali" afferma l'agenzia Usa nella lettera in cui spiega le accuse.

La difesa di Lance - "Non mi sono mai dopato e, a differenza dei miei accusatori, ho gareggiato per 25 anni senza cali di prestazione e superando oltre 500 test". Lance Armstrong risponde così, in una nota ufficiale, alle accuse che gli sono state mosse dall'Usada. "Mi è stato notificato che l'Usada, un'organizzazione in gran parte finanziata con i dollari dei contribuenti ma governata solo da regole auto-scritte, intende ancora ripescare accuse screditate risalenti ad oltre 16 anni fa per impedirmi di competere come triatleta e provare a privarmi dei sette titoli del Tour de France che ho conquistato", dice Armstrong.

L'Usada sostiene di essere in possesso di campioni di sangue di Armstrong, raccolti nel 2009 e nel 2010, che proverebbero il ricorso a pratiche e sostanze vietate, tra cui anche Epo e trasfusioni.

"Queste -prosegue il texano- sono le stesse accuse fatte dagli stessi testimoni che il Dipartimento di Giustizia ha deciso di archiviare dopo due anni di indagine. Sono infondate, motivate dall'invidia e avanzate attraverso testimonianze comprate e pagate con la promessa di anonimato e dell’immunità. L'Usada  accusa me anziché coloro che hanno ammesso di aver fatto uso di doping e questo - dice ancora il corridore texano - la dice lunga sulla sua mancanza di correttezza e su questa vendetta".

"Anche se l'Usada sostiene l'esistenza di una vasta cospirazione lunga più di 16 anni, io sono l'unico atleta che ha scelto di perseguire. La malizia dell'agenzia Usa, i suoi metodi, le sue pratiche e la decisione di punire prima e giudicare poi sono in contrasto con i nostri ideali di correttezza e fair play", conclude Armstrong.

Armstrong escluso a Nizza - La prima conseguenza per l'atleta statunitense è stato il divieto di partecipare a una gara di triathlon, in programma in Costa Azzurra. "Il regolamento della World Triathlon Corporation (Wtc) - ha detto l'addetto stampa della corsa - prevede che non possa partecipare alle competizioni un atleta sottoposto a indagine". Armstrong  aveva affittato una villa a Cap d'Ail, vicino a Montecarlo, per prepararsi alla gara e in molte occasioni è stato visto allenarsi nella zona.

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