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23 settembre 2012

Ai Mondiali fa festa Gilbert: è lui il nuovo campione

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Gilbert braccia al cielo. A Valkenburg il belga ha vinto il suo primo titolo mondiale (Getty)

Il belga ha trionfato sul circuito iridato di Valkenburg. Alle sue spalle il norvegese del Team Sky Boasson Hagen e lo spagnolo Valverde. Deludono gli azzurri: il migliore è Oscar Gatto, 13esimo

Il belga Philippe Gilbert è il nuovo campione del mondo di ciclismo su strada nella prova disputatasi a Valkenburg. Gilbert è scattato sul Cauberg ed è arrivato da solo al traguardo dopo 6h10'41", precedendo di qualche secondo il norvegese Edvald Boasson Hagen e lo spagnolo Alejandro Valverde. Gilbert subentra nell'albo d'oro al britannico Mark Cavendish, ritiratosi durante la corsa. Gli italiani sono rimasti ancora una volta fuori dal podio. Il migliore dell'Italbici del ct Paolo Bettini è stato Oscar Gatto, tredicesimo, dietro all'altro belga Tom Boonen e davanti allo slovacco Peter Sagan. L'ultima vittoria azzurra resta dunque quella di Varese 2008 firmata da Alessandro Ballan.

Era il favorito della vigilia e non ha mancato l'appuntamento. Philippe Gilbert, il belga re delle classiche del Nord, ha vinto col piglio del campione il Mondiale di ciclismo sulle strade olandesi del Limburgo, andando a conquistare il successo con un affondo decisivo sull'ultima salita del Cauberg, dove invece sono franate le ultime speranze azzurre. Vincenzo Nibali ha provato un attacco disperato, ma è crollato quasi subito e l'Italia si trova ancora una volta, la quarta consecutiva, lontano dal podio. La squadra giovane messa in campo da Paolo Bettini non ha fatto il miracolo e ancora una volta il Mondiale va in archivio tra delusione e rimpianti, illuminato comunque dai due bronzi conquistati dalle ragazze nella prova su strada elite con l'altoatesina Anna Zita Maria Stricker nella prova su strada junior ed Elisa Longo Borghini nella prova donne elite.

Il tracciato di questo mondiale - quasi sovrapposto a quello dell'Amstel Gold Race terreno di caccia preferito di Gilbert - non lasciava grandi speranze alla pattuglia azzurra, ma l'andamento della corsa ha comunque permesso a sei italiani di essere nel gruppo di testa, una quarantina di corridori, all'inizio dell'ultimo giro. Ai piedi del Cauberg, a tre chilometri dal traguardo, Luca Paolini e Vincenzo Nibali sono andati all'attacco lanciati da un buon lavoro di Moser e degli altri, ma il siciliano non ha retto al ritmo di Gilbert, che ha scavallato per primo la salita e poi ha resistito alla reazione di Edvald Boasson Hagen e Alejandro Valverde, giunti al traguardo nell'ordine alle sue spalle. Un trionfo per il corridore che con le sue vittorie sa unire un Belgio sempre più diviso tra fiamminghi e Valloni. Un'altra giornata amara per l'Italia, ma anche per la Spagna, che non ha approfittato del grande lavoro compiuto da Alberto Contador, protagonista di una fuga ben condotta a 80 km dall'arrivo, ma alla fine riassorbita grazie al lavoro della squadra belga. Il terzo posto di Valverde, abbonato ai podi mondiali (due argenti e un bronzo), non può accontentare una nazione che manca l'oro dal 2004, quando si impose Oscar Freire.

Al traguardo, Nibali ha ammesso di non aver avuto le gambe per portare a termine il suo tentativo: "Abbiamo cercato di fare del nostro meglio. Nel finale c'era l'occasione buona, ma il peso della corsa sulle gambe si e' fatta sentire", ha detto il siciliano. Il ct Bettini p stato obiettivo: "In gara siamo stati sempre presenti, sapevamo che il percorso era veloce e dovevamo andare forte - ha spiegato - a due giri dal traguardo ci siamo fermati. L'azione di Nibali è stata decisa dai corridori, come è giusto che fosse secondo le sensazioni del momento. Alla fine, bisogna fare i complimenti a Gilbert".

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