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30 gennaio 2013

Armstrong, accusato e accusatore: "Tutti dopati"

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Dure accuse di Lance Armstrong al mondo del ciclismo: oggi come ieri "sono tutti dopati" (Foto Getty)

"Sono un capro espiatorio", ha detto l'ex campione di ciclismo a Cyclingnews.com . "Non erano puliti Merckx, Hinault, Lemond, Coppi, Gimondi, Indurain. E nemmeno Bartali. Un tempo ci si aggrappava ai treni, ora c'è l'Epo. Tutti si sono aiutati" 

di Lia Capizzi

Da bugiardo a vendicativo. O semplicemente cattivo. Ora che è bollato come falso eroe, mostro-del doping, mentitore scientifico Armstrong non ha certo nulla da perdere. Ecco che allora torna in sella, su una pozzanghera, usando i pedali per spargere fango." Nessuna generazione nel ciclismo era pulita". Dice ai colleghi di Cyclingnews.com. "Non erano puliti Merckx, né Hinault, né Lemond né Coppi, né Gimondi, né Indurain, né Gino Bartali né io. Un tempo, cento anni fa, ci si aggrappava ai treni. Ora c'è l'Epo. Tutti si sono aiutati". 

Parole che azzannano. E azzannano anche un Cannibale come Eddie Merckx che nel 96 andò ad Austin per tirare a Lance la volata nella lotta al tumore. L'affetto del vecchio campione che faceva forza al giovane ancora alle prese con la chemioterapia, ex compagno di squadra del figlio Axel. L'affetto tradito. Non a caso Mercks ora è il primo a condannare Armstrong: "Mi ha mentito. Sono caduto nella sua trappola".

Facile scomodare Coppi e Bartali, che se fosse ancora vivo il Ginettaccio quante gliene dirette, con il suo accento toscano al texano. Fino ad oggi l'unico che resisteva nel difenderlo era Indurain. Dall'alto dei suoi 5 Tour e 2 Giri d'Italia, il Navarro dava almeno a Lance il beneficio del dubbio. Ora Lance definisce patetico il presidente dell'Uci McQuaid. Come a dire al mondo: ehi gente, mica sono solo io la pecora nera. No, di pecore nere ce ne sono state tante, in passato e nel presente, anche nelle stanze dei bottoni. Tanti complici, sponsor, dirigenti e medici, compreso Dag Van Eslande che dal 90 al 2004 era medico personale di Armstrong e contemporaneamente commissario antidoping. Il colmo.  Invece che svelare collusioni e corruzioni, Lance ora punta al ruolo di vittima, di capro espiatorio. E qui torna fuori la sua arroganza. Nell'usare gli artigli per graffiare l'intera storia delle due ruote. Troppo comodo, e poco credibile. Che i tifosi da anni non sanno più che pensare, tanto sono disorientati. I campioni del passato, Lance, lasciali stare.

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