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10 maggio 2013

Moser: una crono durissima, Wiggo è il più atteso

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Francesco Moser sulla bicicletta con ruote lenticolari, con la quale ha stabilito più volte il record dell'ora

Il parere dell'ex campionissimo alla vigilia dell'8a tappa del Giro, una crono individuale che porterà la carovana da Gabicce Mare a Saltara, dopo quasi 55 km di saliscendi. Wiggins il favorito, ma bisogna vedere se recupera le fatiche della 7a tappa

"E' una prova difficile, con un percorso molto complicato, insidioso, lunghissimo". Così l'ex pluridecorato cronoman Francesco Moser, oggi testimonial di Banca Mediolanum, sintetizza l'8a tappa del Giro d'Italia, una crono individuale che porterà la carovana da Gabicce Mare a Saltara, dopo quasi 55 chilometri di saliscendi e curve insidiose.

"Dopo il via c'è subito una salita, conosco quelle strade, perché vi disputai un Campionato italiano su strada - aggiunge il vincitore della corsa rosa nel 1984 -. E' una sfida che metterà a dura prova i nervi di tutti gli atleti, anche degli specialisti. Lo dico davvero: non sarà facile".

Moser mette in guardia dalle insidie di una cronometro che, come tutte le sfide contro il tempo, non concederà tregua. "E poi, se piove son dolori - sottolinea -. Fino a Saltara è un continuo saliscendi, con tante curve. Il problema è che bisogna andare sempre al massimo, in una cronometro devi continuamente spingere sui pedali, non ci sono attimi di tregua. Figuriamoci se la strada sale".

Secondo logica, e anche per Moser, c'è un solo favorito nella tappa di domani. "E' Wiggins - aggiunge il trentino - penso che l'inglese, in questo momento, non abbia avversari nelle cronometro; bisognerà solo vedere quali distacchi riuscirà a infliggere agli avversari di classifica. Wiggins questa prova se la sente nelle gambe, per lui può essere la chiave del Giro, la affronterà a tutta. Anche se, alla fine, può accadere di tutto". Chissà se la Gabicce Mare-Saltara sarebbe piaciuta a un esperto come l'ex recordman dell'ora. "Queste crono con troppi su e giù non facevano per me. Io preferivo le cronometro pianeggianti".

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