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15 maggio 2013

Il Giro arriva a Treviso, frazione dedicata ai velocisti

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La 12esima tappa del Giro parte da Longarone e arriva a Treviso

La 12esima tappa della corsa rosa che partirà da Longarone e dopo 134 km giungerà nella città veneta sembra fatta apposta per gli sprinter. Tragitto molto breve e sostanzialmente in discesa, spezzato da tre salite: si chiude con un circuito cittadino

La 12esima tappa del 96esimo Giro d'Italia di ciclismo si disputerà da Longarone (Belluno) a Treviso, su un tracciato lungo 134 chilometri. Frazione molto breve e sostanzialmente in discesa, spezzata da tre salite: la prima porterà la carovana della corsa rosa a Pieve di Alpago (traguardo volante, dopo soli 16,7 km di gara), a quota 691 metri; la seconda sul Muro di Ca' del Poggio, a 266 metri d'altezza (ma con una pendenza massima del 16 per cento), dopo 57,3 km, è valida anche come Gran premio della montagna; la terza, a Santa Maria della Vittoria (altro Gran premio della montagna, con salita al 14 per cento), quota 365 metri, dopo 93 chilometri.

Le strade saranno in prevalenza rettilinee e pianeggianti, con un circuito cittadino finale di 7,5 km, da percorrere una volta. La parte finale è caratterizzata da due passaggi tecnici con doppia curva a sinistra (ai 6.800 metri e ai 1.700 dall'arrivo), tuttavia si procederà su strade larghe e ben pavimentate. Breve restringimento ai 400 metri, sul rettilineo d'arrivo che è lungo 1.100 metri, asfaltato e largo 7,5 metri.

La partenza è prevista sulla Statale 51, alle 14,05; l'arrivo in viale Burchiellati (alle 17,15), a Treviso. Longarone ospita per la seconda volta nella storia il Giro d'Italia: l'unico precedente risale al 1976, quando fu sede di un arrivo di tappa (vittoria di Simone Fraccaro). A Treviso il Giro approda per la 12/a volta: nel 1927 vinse Binda; nel 1938, Di Paco; nel 1940, Bizzi; nel 1960, Falaschi; nel 1963, Magnani; nel 1963, Adorni si aggiudicò una cronometro; nel 1970, il belga Merckx; nel 1979, Martinelli; nel 1984, Guido Bontempi; nel 1999, l'ucraino Hontchar; nel 2004, Alessandro Petacchi.

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