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26 agosto 2013

Vuelta, all'americano Horner la terza tappa e la maglia

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Il corridore RadioShack ha vinto per distacco la terza tappa, la Vigo-Villagarcia de Arousa di 184,3 chilometri. Grazie all'abbuono, il 32enne corridore americano strappa la maglia rossa di leader della classifica generale a Vincenzo Nibali

Christopher Horner (RadioShack) ha vinto per distacco la terza tappa della 68esima Vuelta, la Vigo-Villagarcia de Arousa di 184,3 chilometri. Grazie all'abbuono, il 32enne corridore americano, al suo secondo centro stagionale (il 21esimo in carriera) strappa la maglia rossa di leader della classifica generale al siciliano Vincenzo Nibali (Astana). Martedì la quarta frazione, la Lalin-Finisterra di 189 chilometri.

Doppio colpo dello statunitense Horner, dunque, tappa e maglia rossa. La differenza, alla fine di questa tappa in salita, l'hanno fatta i secondi d'abbuono intascati (4h30'18" il tempo di Horner), che è partito sulla collina di Mirador de Lobeira, nella regione della Galizia, dov'era previsto l'arrivo della frazione partita da Vigo e lunga 184,8 chilometri. Horner ha agganciato e superato il campione italiano Ivan Santaromita, precedendo sul traguardo di 3" Alejandro Valverde (Movistar), secondo, e Joaquim Rodriguez (Team Katusha), terzo, vale a dire due tra i favoriti per la vittoria a Madrid. Al quarto posto si è piazzato il colombiano Rigoberto Uran Uran.

Settimo, invece, il marchigiano Michele Scarponi (Lampre), nono l'irlandese Nicolas Roche, il figlio d'arte vincitore della tappa di domenica, staccato di 6", come Ivan Basso (10°), che ha preceduto di una posizione lo stesso Nibali, vincitore della corsa a tappe spagnola tre anni fa, che adesso nella generale è staccato di 8". Domenico Pozzovivo si è dovuto infine accontentare della 15/a piazza, a 13" dal vincitore. Sul traguardo era posto un Gran premio della montagna di 3/a categoria, con un'ascesa finale lunga 4,2 chilometri e con una pendenza media del 4,8 per cento. La tappa è stata caratterizzata dalle cadute e dal vento proveniente dall'Atlantico che non ha reso certo la vita facile ai corridori.

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