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15 settembre 2013

La prima Vuelta? Mai troppo tardi. Horner trionfa a 42 anni

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Chris Horner sul podio, dopo la decisiva tappa dell'Angliru, fa il gesto del 41: come la sua età... almeno fino al 23 ottobre (foto Getty)

IL VINCITORE . L'americano nato a Okinawa il 23 ottobre 1971 (stesso anno di Lance Armstrong) supera Nibali, sbanca la corsa spagnola e stacca un record imbattibile. Prima di oggi, il suo miglior piazzamento in una "grande" era il nono posto al Tour 2010

di Stefano Rizzato

Il giorno in cui il vincitore della Vuelta 2013 nasceva, il 23 ottobre del 1971, Richard Nixon era ancora saldamente presidente degli Stati Uniti, la guerra in Vietnam era ancora in corso, Lance Armstrong era un pupetto texano di un mese e cinque giorni. In Italia, sulle prime pagine dei giornali c’erano Saragat, allora Presidente della Repubblica, e le ipotesi su una nuova tassa dal nome strano: Iva.

Da quando Chris Horner è nato a quando ha messo i piedi sul gradino più alto del podio della Vuelta sono passati 41 anni e 326 giorni. Abbastanza per fare del ciclista americano il più attempato vincitore di un grande giro. E non di poco, visto che il record apparteneva al belga Firmin Lambot, vincitore del Tour de France 1922 all’età di 36 anni. In confronto, un ragazzino.

Viene anche da scusarsi con Cadel Evans, l’australiano che ha vinto a 34 anni il Tour de France del 2001 e che lì per lì fu preso un po’ per un nonnetto. In effetti, nel dopoguerra nessuno si era mai sognato di vincere Giro, Tour o Vuelta dopo i 35 anni. Farlo a quasi 42 è un’impresa che – siamo pronti a scommetterci – resterà anche un record imbattibile.

Nei primi tre quarti della sua carriera Horner non aveva vinto quasi nulla, se escludiamo le corse minori statunitensi. Nell'ultima fase si è invece scoperto buon interprete delle brevi corse a tappe, con successi al Giro dei Paesi Baschi nel 2010 e al Giro di California 2011. Nelle “grandi” è stato spesso gregario, a volte seconda punta, raramente capitano: abbastanza per un nono posto (al Tour del 2010) e poco altro, senza nemmeno una vittoria di tappa.

Peccato per Vincenzo Nibali, che si è trovato di fronte un avversario più forte e arrivato alla “maturazione” giusto in tempo per negargli la doppietta Giro-Vuelta. Certo, come qualcuno ha subito ironizzato su Twitter, il siciliano – classe ’84 – rischia di avere altri 13 anni di carriera per riprovarci...

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