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07 maggio 2014

Outsider e "fugaioli": in Giro sognando un momento di gloria

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Ha già festeggiato nell'ultima tappa della Tirreno-Adriatico. E al Giro, dove dovrà sostenere Quintana, Adriano Malori sarà anche il grande favorito della cronometro individuale

GIRO D'ITALIA -2. Né favoriti, né velocisti. Ma decisi a stappare la giornata perfetta. In tanti punteranno a beffare i "big", e la storia insegna che qualcuno ogni anno ci riesca. Da Boasson Hagen in giù, ecco chi tenere d'occhio

di Stefano Rizzato

Da quel 19 maggio 2010, ci credono tutti un po' di più. Quella volta, lungo i 262 chilometri tra Lucera e L'Aquila successe di tutto. Successe che 56 corridori furono lasciati liberi di avedere dal gruppo, che finì la tappa a quasi 13 minuti di distacco. Sull'onda di quella fuga, Richie Porte - ieri Saxo Bank, oggi Team Sky - vestì la sua prima maglia rosa. E lo spagnolo David Arroyo riuscì nell'impresa di salire sul podio del Giro, rischiando pure di vincerlo.

Insomma, il mestiere di outsider di una corsa a tappe non è facile, ma ha un grande fascino: la speranza che la giornata perfetta possa rimescolare tutte le carte. È la speranza che condividono tante delle seconde linee per la classifica generale. Il duo Saxo formato da Roche e Majka e quello Garmin con Martin e Hesjedal, maglia rosa 2012 poi caduta in disgrazia. Ma anche capitani meno quotati come Pozzovivo (Ag2r) e Cataldo (Team Sky), Kelderman (Belkin) e Arredondo (Trek), Rolland (Europcar) e Monfort (Lotto). La sorpresa del Giro 2014 potrebbe nascondersi tra questi nomi.

Boasson Hagen & co.: tutti a caccia di tappe
Neppure chi correrà senza ambizioni di classifica, né doti da sprinter puro, rinuncerà a stappare - a fine tappa - la sua dose di gloria. E così c'è da attendersi il solito turbine di scatti e controscatti. Gli specialisti della fuga da lontano non mancano e in cima alla lista va messo un plurivincitore come Edvald Boasson Hagen del Team Sky, che punta alle tappe mosse ma non impossibili. Lo stesso terreno adatto a tanti italiani: Luca Paolini, Daniel Oss, Enrico Battaglin, Sonny Colbrelli, Simone Ponzi, Enrico Gasparotto e Salvatore Puccio. Per le frazioni più toste, occhio invece - tra gli stranieri - a Weening, Duarte e De Gendt. E - tra i "nostri" - a Zardini, Santaromita, Pellizotti, Pirazzi, Moser, Villella, Malacarne, Cunego e Ulissi.

Parola alle lancette: lo specialista è Malori
Assente Tony Martin, assente Cancellara, assente Wiggins, assente Phinney. Il cronoman più forte, al 97esimo Giro d'Italia, sarà così un italiano: Adriano Malori della Movistar. Il parmense, classe '88, è sempre stato uno specialista e ha ormai raggiunto la maturazione. A lui spetterà di guidare la squadra spagnola nella cronosquadre d'esordio e - se le cose andassero molto bene - chissà che Quintana non decida di lasciare a lui l'onore della prima maglia rosa. La 12esima tappa e la difficile crono individuale tra Barbaresco e Barolo sono l'altra grande occasione per Malori, che dovrà vedersela soprattutto con Boasson Hagen, Evans, Monfort, Hepburn e Durbridge.

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