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13 maggio 2014

Giro, è finalmente Italia: Kittel ha la febbre, non parte

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Un altro giorno di pianura per il gruppo rientrato dall'Irlanda

La corsa rosa riparte da Giovinazzo, dopo tre giorni d'Irlanda e uno di riposo, con la clamorosa notizia dell'autobomba disinnescata a Dublino . La 4a tappa sarà breve e pianeggiante: ma il tedesco dominatore delle prime tappe è costretto al ritiro

Il Giro riparte, e riparte senza il suo dominatore assoluto: Marcel Kittel, vincitore delle volate della seconda e della terza tappa, è costretto al ritiro a causa di uno stato febbrile che gli ha impedito di continuare la corsa rosa. Il tedesco ha comunicato la notizia su Twitter.
La quarta tappa. Definirlo un altro giorno di riposo, magari, è eccessivo. Certo è che 112 km pianeggianti, per atleti abituati a farne anche 250, e spesso con le salite in mezzo, sono poca cosa. Così, è una sorta di semitappa quella che segna il ritorno del Giro d’Italia nel nostro Paese, da Giovinazzo a Bari, dopo l’avvio diviso tra Irlanda del Nord ed Eire. A proposito: c’è da scommetterci che in gruppo, almeno all’inizio, si parlerà soprattutto dello scampato pericolo e dell’autobomba trovata e disinnescata a Dublino.

Si ripartirà lungo la costa adriatica, da Giovinazzo a Molfetta, con una divagazione verso l'entroterra passando da Bitonto, per poi tornare sulla costa barese. A Bari, ad attendere il gruppo ci sarà un circuito cittadino di 8,3 chilometri da ripetere otto volte, con arrivo fissato sotto lo striscione di Corso Vittorio Emanuele, in pieno centro. Sarà difficile sfuggire al terzo arrivo in volata e, in quel caso, la curiosità sarà tutta per vedere chi prenderà il posto vuoto lasciato da Kittel.

Le curve nel finale, però, non mancano. I favoriti d'obbligo diventano Swift, Bouhanni e Viviani, abilissimi a farsi trovare davanti al momento giusto. Proverà ad essere lì anche Michael Matthews, maglia rosa provvisoria con tanti avversari alle calcagna.

Per Giovinazzo è un esordio assoluto al Giro, mentre la città di Bari ospita la corsa rosa per la 19esima volta. L'ultima, nel 1990, vide Gianni Bugno trionfare nella cronometro inaugurale e indossare la maglia rosa che avrebbe tenuto sulle spalle fino alla fine del Giro. Prima di lui altri campioni come Giuseppe Saronni (1981) e Urs Freuler (1987) si erano tolti la soddisfazione di esultare nel capoluogo pugliese.

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