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28 maggio 2014

Giro, la pianura tra le montagne: 17a tappa per respirare

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L'altimetria della 17esima frazione del Giro: non assomiglia per niente a quelle del resto della settimana...

Dopo Gavia, Stelvio, la neve e l'impresa di Quintana , la corsa rosa si prende un giorno più tranquillo, almeno sulla carta. I 208 km tra Sarnonico e Vittorio Veneto danno una nuova occasione a velocisti e specialisti delle fughe. Poi torneranno le salite

L'espressione sarà abusata, ma tant'è. La 17esima tappa del Giro è davvero la quiete dopo la tempesta. O prima della tempesta, a seconda di come la si voglia vedere. Nella testa di tutti ci sono ancora la neve, le grandi salite, l'impresa di Nairo Quintana nella 16esima. E lo sguardo è alle tante salite che ancora devono arrivare, da giovedì a sabato. Per un giorno, però, torneranno la pianura e l'eterna battaglia tra fuggitivi e velocisti. È questo che attende i corridori lungo i 208 km tra Sarnonico e Vittorio Veneto.

Una tappa incastonata nella settimana delle grandi salite, per la vertità con diversi strappetti, ma che dopo Gavia e Stelvio sembreranno dei cavalcavia. Dalla Val di Non, in Trentino, i corridori dovranno salire sulle Scale di Primolano. E ad essere mossi sono soprattutto gli ultimi 65 km. Prima la rampetta di Quero, poi quella di Santo Stefano, poi Refrontolo. Infine, lo strappo più impegnativo, al km 185, il Muro di Ca' del Poggio: gpm di quarta categoria, dopo 1,2 km di ascesa, ma al 12,2% di pendenza media e al 18 di massima.

L'arrivo è 18 km più avanti e in mezzo c'è un altro falsopiano, verso Ogliaro. Pure gli ultimi chilometri sono in leggera discesa e, insomma, l'arrivo in volata ristretta non è da escludere. Ma il disegno è perfetto per chi - tra i passisti in rosa - avrà saputo salvare un po' la gamba nel corso della terribile 16esima frazione.

Sarnonico aveva già ospitato il Giro, come arrivo di una tappa, nel 2004, e fu l'ultimo successo in Italia del russo Pavel Tonkov, fiero avversario di Pantani cinque anni prima, capace quel giorno di rifilare 2' di distacco a tutti. A Vittorio Veneto il Giro è invece di casa e si tratta dell'ottava volta: la prima, nel 1937, c'era Gino Bartali in rosa.

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