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12 luglio 2014

Nibali e Contador, serve la squadra. L'outsider è Porte

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L'arrivo di Vincenzo Nibali e Alberto Contador a Gérardmer, ottava tappa del Tour de France

IL PUNTO. Il primo round in salita a Gérardmer premia ai punti lo spagnolo che rosicchia 3'' allo Squalo, ma le fatiche dei Vosgi recitano un sostanziale equilibrio. Troppo solo il siciliano nel finale. Occhio all'australiano del Team Sky, vice Froome

di Francesco Pierantozzi

É un Tour diverso nella tattica, nello svolgimento, senza una squadra dominante, senza la macchia nera-azzurra di Sky che negli ultimi 2 anni ha controllato la corsa, prima per Wiggins, poi per Froome. Adesso i padroni sono, anzi devono essere, altri. Il match è Nibali-Contador, la maglia gialla contro il grande favorito, dopo il ritiro di Froome. Primo round, ai punti, per 3 secondi, allo spagnolo, quindi sostanzialmente pari sulle salite, non lunghe, nei Vosgi. Solo in apparenza pari però, perché Nibali è rimasto un po’ solo nel finale, mentre Contador  nei momenti fondamentali ha avuto un’ottima squadra, Majka , Rogers e Roche su tutti.

La tendenza quindi direbbe più Contador di Nibali nei tapponi in montagna, anche perché Contador  è costretto ad attaccare per recuperare due minuti e mezzo in classifica, lasciati sul pavè di Roubaix. Ma attenzione a Porte, l’uomo che deve recitare la parte di Froome,  pur essendo diverso per caratteristiche, pur non essendosi mai testato in un grande Giro, pur non dovendo controllare o scatenare la corsa con la squadra. E gli altri? Non guardate la classifica generale, fidatevi della prima impressione. Le gambe in salita non mentono e, senza quelle, come si sa, qualunque tattica non serve.

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