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22 luglio 2014

Nibali, restano tre insidie: i Pirenei, la crono, i francesi

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Una balle immagine di Nibali e dei suoi compagni di squadra nel corso della 15esima tappa

Dopo lo show nei primi due terzi di Tour , il siciliano ha 4'37" su Valverde, 2° in classifica. Ma occhio ad eventuali alleanze con i tre atleti di casa: Pinot, Bardet e Peraud. Da scalare restano tante salite: le più dure sono Port de Balés e Tourmalet

di Stefano Rizzato

Cominciamo col dirlo, senza ipocrisie: perdere la maglia gialla, da qui ai Campi Elisi, sarebbe una disdetta, una beffa, una sconfitta difficile da digerire. Vincenzo Nibali ha già due terzi di Tour in tasca e non solo per il vero e proprio show offerto nelle prime 15 tappe. A contare sono soprattutto due cose. Numero uno: lo strapotere mostrato da Nibali nei confronti di avversari che - per talento, condizione, precedenti - gli sono inferiori su tutti i terreni. Il distacco - un mezzo abisso - che il siciliano ha già messo tra sé e i rivali.

La classifica, al secondo giorno di riposo, recita così:
1 Vincenzo NIBALI ITA    AST    66:49:37
2    Alejandro VALVERDE BELMONTE    ESP    MOV    +4:37
3    Romain BARDET    FRA    ALM    +4:50
4    Thibaut PINOT    FRA    FDJ    +5:06
5    Tejay VAN GARDEREN    USA    BMC    +5:49

Un unico spettro: la crisi - Tutto lascia pensare una cosa: la battaglia sarà solo per secondo e terzo posto. E Nibali potrà controllare con serenità e gestendo le energie. Ecco, quello delle energie è l'unico vero, grande rischio che corre il siciliano. Perché in arrivo ci sono tre tappe pirenaiche durissime. E lì, sotto il sole di luglio, può capitare la giornata storta o stortissima. Chiedere e Richie Porte, che si è ritrovato da 2° a 15esimo in classifica nel giro di due giorni. Nessuno se lo augura, ma l'unico modo per vedere Nibali perdere il Tour è senza dubbio una crisi nera, di quelle che non lasciano spazio per reagire.

Tante salite: occhio a Port de Balés e Tourmalet - Con le Alpi superate brillantemente, la Grande Boucle vira ora sui Pirenei. Martedì, per la 16esima tappa, s'inizia con ben 237 km e un vero "mostro" come il Port de Balés nel finale. Test durissimo, specie dopo il giorno di riposo. Mercoledì la 17esima tappa sarà molto più breve (124,5 km), ma con ben quattro colli da scalare: Portillon, Peyresourde, Val Louron Azet, Pla d'Adet. La peggiore è proprio quella finale, che termina sul traguardo dopo 7 km tra l'8,5 e il 10 per cento di pendenza media. Infine giovedì il terribile trittico pirenaico si conclude con la Pau-Hautacam, 18esima tappa di 145.5 km, caratterizzata dalla presenza a metà frazione del mitico Tourmalet. Si arriva ancora in salita, e non facile, con traguardo posto ad Hautacam.

La cronometro - Dopo l'insolito intermezzo pianeggiante - la 19esima frazione da Maubourguet a Bergerac, per 208.5 km - sarà quella di sabato l'ultima giornata decisiva per assegnare la maglia gialla. Sarà la cronometro di 54 km, Bergerac-Périgueux. Una prova lunga e tostissima, con tanti saliscendi e un percorso che richiederà energie e lucidità. Buon per Nibali che i rivali più forti contro il tempo - Froome e Contador - siano già fuori gioco.

Occhio ai francesi - Bernard Hinault, 1985. Sono quasi trent'anni che il ciclismo francese aspetta un atleta di casa come vincitore della Grande Boucle. Ma era tanto che i corridori transalpini non si ritrovavano anche solo a lottare nei piani alti della classifica. Quest'anno ce ne sono ben tre: Romain Bardet, Thibaut Pinot e Jean-Cristophe Peraud. Il primo e il terzo sono compagni di squadra nell'Ag2R, team che ha già dimostrato di volerle provare tutte. E allora occhio a un'eventuale alleanza tutta francese per isolare la maglia gialla e provare ad attaccare da lontano.

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