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23 luglio 2014

Majka. Un burlone alla Sagan, ma da grandi corse a tappe

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Rafal Majka ha vinto due tappe in questa edizione del Tour de France

Il polacco è il personaggio del momento. Come il campione slovacco brilla per simpatia ed estro e ha una passione per l'Italia. E pensare che questo Tour avrebbe dovuto guardarlo in tv da casa

di Francesco Pierantozzi

Tra le facce stanche, quasi tristi dalla fatica, che ci fanno pensare positivo, perché appartengono a corridori umani senza aiutini vari, ce ne è una diversa. E’ quella del polacco Majka, uno che al Tour non ci sarebbe voluto venire, dopo un Giro nei primi dieci e la certezza di dover lavorare duro per Contador: il suo leader. Adesso strizza l’occhio alla telecamera più volte durante la salita che porta all’arrivo, salta gli avversari che stanno davanti a lui con una facilità incredibile, si lascia persino andare, in piena trance agonistica, ad un gesto istintivo, aggrappandosi per un momento all’antenna di una moto.

E che non venga in mente a qualcuno di pensare allo “slancio”. E’ un personaggio, parla italiano perché in Italia si è perfezionato da corridore, vive a Lucca, uno della generazione Sagan. Non solo per l’età. Majka compirà 25 anni a settembre. Come Sagan ha questo “link” italiano, compreso il manager: Giovanni Lombardi. Come Sagan ha la convinzione di essere forte. Come Sagan ha anche la capacità di sdrammatizzare il ciclismo, persino nel momento del massimo sforzo. Come Sagan può essere il grande protagonista dei prossimi anni.

Diversamente da Sagan è uomo da corse a tappe. E il prossimo anno dovrebbero pure correre assieme. Alla Tinkoff si stanno quasi dimenticando di aver perso Contador, con 3 successi su 3 nelle ultime tappe di montagne. Facce tristi addio!

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