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24 luglio 2014

Nibali: "Il mio attacco? Ci tenevo a vincere sui Pirenei"

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Ancora da solo, con coraggio, partendo a 11 km dall'arrivo: così Nibali ha costruito il suo quarto trionfo al Tour (Getty)

La maglia gialla, dopo la grande impresa nella 18a tappa da Pau a Hautacam , spiega i motivi dell'attacco a 11 km dall'arrivo: "Non pensavo alla classifica, volevo un successo anche qui. I 7' di vantaggio? Posso stare tranquillo. E aspetto i Campi Elisi"

“Non è stato un attacco per la classifica. Volevo la vittoria di tappa: qui sui Pirenei era molto importante per me. E per la squadra, che ha lavorato alla grande". Spiega così Vincenzo Nibali, visibilmente emozionato dopo aver tagliato il traguardo della 18esima trionfale tappa del Tour de France, l'attacco inaspettato a 11 km dall'arrivo. Quello che gli ha permesso di staccare tutti, in maglia gialla, e portare a 7 minuti il vantaggio in classifica su tutti gli avversari. "È un vantaggio buono, considerevole - ammette la maglia gialla - e posso stare sereno. Ma - che dire? - cerchiamo di stare tranquilli domani e poi c’è la cronometro di sabato, che comunque voglio fare molto bene”.

Il ct azzurro Davide Cassani ha già detto di volerlo, con questa condizione, anche al Mondiale di ottobre. E i social network celebrano la storica impresa di un italiano che domina la Grande Boucle. Dopo le premiazioni, ecco ancora le parole di Nibali: "Si parla tanto di me in Italia? Beh, sono contento. E non c'è solo il Tour, ma il Giro dello scorso anno, la Vuelta del 2010: anno dopo anno è normale che ci sia questo tifo, sono felice. Veramente volevo questa vittoria, ho visto una squadra compatta, che ha lavorato alla grande e che dovevo ripagare con un altro successo".

Con 400 km di distanza dai Campi Elisi, divisi tra due tappe di pianura (venerdì e domenica) e una a cronometro (di 54 km, sabato), la maglia gialla è di fatto in cassaforte. "Anche l'anno scorso, al Giro d'Italia - dice il siciliano - avevo un vantaggio simile. La mia condizione è stata buona dall'inizio alla fine della corsa e in salita ho cercato di guadagnare un po' ogni giorno sui miei rivali. Quest'anno il Tour mi è parso più duro del solito, anche rispetto a due anni fa, quando c'era tanta pianura (vinse Wiggins su Froome e Nibali fu terzo ndr). Per me è stato bellissimo dalla seconda tappa a oggi. E ora aspetto l'emozione dei Campi Elisi, che è unica e nessuna vittoria può dare"

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