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25 agosto 2014

Addio ad Alfredo Martini, per 22 anni guida della nazionale

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Alfredo Martini, terzo da destra, affiancato da Gianni Bugno, Giuseppe Saronni, Francesco Moser, Moreno Argentin e Maurizio Fondriest

Ciclismo in lutto: a 93 anni è scomparsa una delle figure principali della storia del ciclismo italiano, a capo degli azzurri dal 1975 al 1997. Con lui vinsero il Mondiale Moser, Saronni, Argentin, Fondriest, Bugno. Di Rocco: "Abbiano perso il capitano"

Lutto nel mondo del ciclismo: a 93 anni è morto Alfredo Martini, alla guida della Nazionale di ciclismo dal 1975 al 1997. Da Commissario tecnico della nazionale dal 1975 al 1997 ha portato al successo mondiale sei atleti: Francesco Moser nel 1977 a San Cristóbal (Venezuela), Giuseppe Saronni nel 1982 a Goodwood (Gran Bretagna), Moreno Argentin nel 1986 a Colorado Springs (Stati Uniti), Maurizio Fondriest nel 1988 a Renaix (Belgio), Gianni Bugno nel 1991 a Stoccarda (Germania) e nel 1992 a Benidorm (Spagna) più altri sette argenti e sette bronzi.
Da corridore Martini ha vinto il Giro dell'Appennino nel 1947, il Giro del Piemonte nel 1950, una tappa al Giro d'Italia del 1950, anno in cui si piazzò terzo in classifica generale dietro Koblet e Bartali: in quell'anno vestì la maglia rosa per una tappa. Ha vinto anche una tappa al Tour de Suisse 1951, concluso al terzo posto dietro a Kubler e Koblet.

Malagò: "Da oggi più poveri, grazie Alfredo" -
"Con Martini se ne va l'ultimo dei grandi testimoni di un'epopea che ha reso il ciclismo uno degli sport più popolari in Italia": comincia così il ricordo di Alfredo Martini, del presidente del Coni, Giovanni Malagò. "E' stato il più grande Commissario tecnico nella storia del ciclismo vincendo sei Campionati del Mondo e diventando negli anni un punto di riferimento irrinunciabile per l'intero mondo dello sport al quale ha dedicato l'intera vita prima da atleta, poi da tecnico e infine da dirigente. Senza di lui il ciclismo da oggi è sicuramente piu' povero. Un'ultima sola parola: Grazie Alfredo!".

Di Rocco: "Abbiano perso il capitano" -
"Il Grande Alfredo Martini se ne è andato serenamente, in punta di piedi, dopo aver affrontato con grande coraggio e dignità le cadute e ricadute che hanno contrassegnato l'ultimo tratto del Suo lungo percorso", si legge nella nota sul sito ufficiale della Federciclismo. "Fino all'ultimo respiro ha continuato a seguire il ciclismo, che ha sempre inteso, praticato e insegnato come una vera e propria scuola di vita. Ogni Sua parola faceva breccia nel cuore dei giovani e incuteva rispetto e fiducia nell'impegno sportivo". "Per noi è come perdere un capitano, il faro, il punto di riferimento da sempre".

Cassani: "Orgoglioso di essere stato suo uomo fiducia" -
"Il complimento più bello ricevuto è essermi sentito dire che ero l'uomo di Alfredo Martini. Sono sempre stato orgoglioso di questo, non ero un campione ma Martini mi ha dato la maglia azzurra 9 volte e mi ha fatto diventare il suo uomo di fiducia. E' stato la figura più bella, più importante, più seria del ciclismo italiano": è commosso il ricordo che il Ct del ciclismo Davide Cassani fa di Alfredo Martini. "L'ho visto poco tempo fa in occasione dell'ultima tappa del Tour, per la premiazione di Nibali - ricorda Cassani - Sono andato a trovarlo a casa, era stanco e faceva fatica a parlare, ma mi stringeva la mano come se mi volesse dire che era comunque vicino a me e che io rimanevo uno dei suoi".

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