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10 aprile 2015

Roubaix ultima classica per Wiggo. E Froome twitta scherzoso

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Sir Bradley Wiggins, il campione del mondo a cronometro in carica, aveva annunciato che dopo la Regina delle Classiche si sarebbe dedicato solo alla pista per chiudere la carriera a Rio 2016. L'eterno rivale posta un tweet per salutarlo

La Parigi-Roubaix 2015 sarà l’ultima corsa su strada della grande carriera di Sir Bradley Wiggins, il campione del mondo a cronometro in carica ha rinnovato il contratto con il Team Sky infatti solo fino ad aprile, annunciando che dopo la Regina delle Classiche si sarebbe dedicato solo alla pista per chiudere la carriera a Rio 2016 con un’altra medaglia, possibilmente d’oro.


E a pochi giorni dalla Parigi-Roubaix, arriva un saluto scherzoso via Twitter e Facebook dall'eterno rivale di Wiggo: Chris Froome ha pubblicato una foto risalente al Tour 2012 in cui i due corridori si salutano e si guardano quasi come se fossero due fidanzati con la scritta (aggiunta dai fan) “We’ll Always Have Paris”, celeberrima citazione dal film Casablanca del 1942, con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman.

E' però il norvegese Alxander Kristoff, vincitore domenica scorsa del Giro delle Fiandre, che mira a realizzare una favolosa doppietta. Rivale accreditato per la vittoria finale anche l'olandese Lars Boom, che viene dal ciclocross e sa come muoversi sui sassi. Insegue il successo anche Niki Terpstra, l'olandese secondo al Fiandre e al Gand, e poi il tedesco Van Avermaet e lo slovacco Peter Sagan, entrambi già in gran forma e soprattutto a loro agio sul terreno della Roubaix. Tutti dovranno vedersela con Bradley Wiggins.

Fra gli azzurri c'è attesa per un possibile colpo di Filippo Pozzato capitano della Lampre, spinto da Davide Cimolai e dal giovanissimo Niccolò Bonifazio. In vista anche il sempreverde Luca Paolini, e i giovani Daniel Oss e Matteo Trentin. Al via 249 corridori di 25 squadre. Si parte da Compiegne e si corre per 253 km, vari tratti su strade sterrate e soprattutto ben 52,7 km sul pavé, cioé la terribile strada lastricata di ciottoli. Più che una gara, una corsa di sopravvivenza, che spesso costringe al ritiro per cadute o rottura di biciclette.

I tratti in pavè quest'anno sono 27 e come da tradizione sono numerati in modo decrescente. I peggiori per i ciclisti sono quelli di sempre, cioè la foresta d'Arenberg (numero 18, lungo 2,4 km), il Mons-en Pevele (10, per 3 km) e infine le Carrefour de l'Arbre (4, di soli 2,1 km, ma durissimi). Le previsioni meteo dicono niente pioggia lungo il tragitto, e quindi nemmeno fango, in compenso ci sarà come sempre molta polvere, altro elemento tipico di questa grande gara del nord che apre la stagione dei grandi giri.

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