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06 maggio 2015

Contador a caccia del bis rosa: "Sarà una corsa apertissima"

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Contador vuole provare a bissare il successo al Giro del 2008

Lo spagnolo, dopo gli ultimi giorni alle Canarie, è pronto per l'assalto al Giro: "Quest'anno è diverso dagli altri Giri, perché non ci sono grandissimi arrivi in montagna. La corsa resta molto difficile. Porte sarà difficile da battere, come Uran. Non va dimenticato anche Aru"

Due Giri d'Italia vinti, ma un solo trionfo valido. Nel 2008 Alberto Contador si presenta alla corsa rosa in punta di piedi. Quest'anno Contador si presenta in Liguria come uno dei favoriti, non l'unico, né il più accreditato. Non è lui, insomma, l'uomo da battere, ma anche il suo obiettivo di vincere la maglia rosa a Milano non è l'unico di una stagione che può diventare indimenticabile.

Ultimi giorni alle Canarie - Nel futuro a medio e lungo termine dell'alfiere della Tinkoff-Saxo, infatti, non c'è solo il Giro, ma anche il Tour. Ecco perché ha trascorso tre settimane di lavoro durissimo sul Teide, alle Canarie, in quota. "Sto recuperando dai carichi di lavoro - racconta il corridore - perché ho intensificato gli allenamenti nelle ultime tre settimane, incamerando più metri di dislivello. Sono fiducioso, sabato sarò al via in condizioni ottimali. Ci siamo sottoposti ad allenamenti estenuanti, con più di 5 mila metri di dislivello. Abbiamo lavorato sull'intensità".

Giro e Tour
- Una doppietta nel mirino di un corridore che vuole entrare nella storia. Come Indurain. Accoppiata Giro e Tour - "Pensavo che avrei fatto Giro e Tour, sapevo che sarei entrato in forma col tempo, il lavoro era mirato a una condizione più duratura - spiega Contador -. Sono soddisfatto, ma è anche vero che dobbiamo vedere cosa accadrà in gara. Non sarà facile mantenere una buona forma fino a luglio. In ogni caso devo aspettare la gara, per verificare il mio livello di competitività".

Le tappe chiave - In un Giro d'Italia in cerca d'autore, Contador vuole riprendersi la vittoria del 2011. "Quest'anno è diverso dagli altri Giri, perché non ci sono grandissimi arrivi in montagna. La corsa resta molto difficile, con salite meno ripide, del 5, 6 o 7 per cento al massimo. Mi vengono in mente la tappa dell'Abetone, quella di Campitello Matese, a Madonna di Campiglio e Cervinia. Forse le montagne più impegnative quest'anno precedono grandi discese, come il Colle delle Finestre, il Sestriere o il Mortirolo. Bisognerà adeguare la strategia al percorso. Mi piacerebbe dare battaglia nell'ultima settimana, ma mi manca una finale come Marmolada o Zoncolan". Però, c'è il Mortirolo, che toglie il respiro. "Quella tappa sarà durissima - ammette lo spagnolo - perché propone anche altre salite, a Campo Carlo Magno, Tonale, oltre a Mortirolo e Aprica al traguardo". L'obiettivo del 'pistolero' è la Treviso-Valdobbiadene, una crono di quasi 60 km, snodo importante del 98/o Giro d'Italia. "Ho visitato il percorso dopo il Giro di Catalogna, approfittando del fatto che non è molto lontano da casa mia, a Lugano - racconta -. Il tracciato è più piatto di quanto pensassi, mi sarebbe piaciuto un percorso più duro, in modo da fare la differenza".

I rivali di Alberto - "Richie Porte sarà difficile da battere, come Rigoberto Uran. Non va dimenticato anche Fabio Aru, che ha ottenuto un terzo posto al Giro e un quinto alla Vuelta. Se migliora un po' potrà lottare per il successo finale. Fra i tre grandi giri, la corsa rosa è la più aperta. Per questo abbiamo allestito una squadra altamente competitiva, nella quale spiccano Ivan Basso, Roman Kreuziger e Michael Rogers. Ho la massima fiducia in loro, mi daranno una grossa mano".

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