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01 giugno 2015

Il Giro delle sorprese, anche se ha vinto il favorito

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Trionfo dello spagnolo . La squadra più forte è stata l'Astana dei suoi compagni di podio: Fabio Aru e Mikel Landa, rispettivamente la conferma e la rivelazione della 98esima edizione della corsa

di Christian Giordano
E' stato il Giro delle sorprese, anche se a vincerlo è stato il grande favorito: Alberto Contador. Lo ha vinto da monarca illuminato, anche se la squadra più forte è stata l'Astana dei suoi compagni di podio: Fabio Aru e Mikel Landa, rispettivamente la conferma e la rivelazione di questa 98esima corsa rosa. Aru, dopo il terzo posto al debutto un anno fa, è salito di un altro gradino verso un futuro prossimo che - parola di Contador - sarà roseo.

Landa, il migliore in salita e anch'egli come il suo capitano vincitore di due tappe, a un certo punto il Giro ha persino sognato di vincerlo. Ordini di scuderia, salendo sul Colle delle Finestre, gli hanno intimato di aspettare Aru, ma alla Vuelta le gerarchie potrebbero anche cambiare. Nel Giro delle sorprese, è capitato anche che la tradizionale passerella di Milano si sia conclusacon una fuga a due anziché la consueta volatona di gruppo.

Sul traguardo di corso Sempione l'ha spuntata il belga Iljo Keisse davanti all'australiano Luke Durbridge, poi a 9" il tedesco Roger Kluge ha regolato lo sprint del plotone. E' stato anche il Giro del rinascimento italiano: tre maglie su quattro sono tricolori: a Giacomo Nizzolo la rossa della classifica a punti; a Giovanni Visconti quella azzurra di leader della montagna; a Fabio Aru quella bianca di milgior giovane che il giemme Vinokourov vorrebbe ripetesse al Tour. Solo la rosa ci è sfuggita.

L'ha conquistata per la seconda volta - anche se lui insiste che sono tre - un autentico fuoriclasse, che a luglio proverà a fare doppietta al Tour. Il Giro lo ha dominato nonostante una sublussazione a una spalla, due cadute e una foratura. Ma forse così è stato ancora più bello. Come il percorso di una edizione straordinaria.

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