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17 luglio 2015

Tour, ultima occasione da sprint: Van Avermaet beffa Sagan

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Lo sprint del belga Van Avermaet, dietro di lui Sagan battuto

Archiviato il clima inclemente dell'ultima giornata sui Pirenei con la vittoria di Rodriguez, la tredicesima tappa (Muret-Rodez, 198,5 km) adatta ai velocisti ha premiato il belga al fotofinish

Archiviato il clima inclemente dell'ultima giornata sui Pirenei con la vittoria di Purito Rodriguez, la tredicesima tappa (Muret-Rodez, 198,5 km) è arrivata al caldo del Dipartimento dell'Aveyron, sulla rotta verso le Alpi. Volata finale a tutta birra, Peter Sagan beffato allo sprint dal belga Greg Van Avermaet. Terza piazza per Jan Bakelants, staccato di 3". Tutto invariato in classifica generale con il  britannico Chris Froome (Team Sky) sempre saldamente al comando con 2'52" sullo statunitense Tejay Van Garderen (Bmc) e 3'09" sul colombiano Nairo Quintana (Movistar). Sabato la quattordicesima frazione, da Rodez a Mende, di 178 km.

Frazione ondulata nel sud della Francia, con tre gran premi della montagna e arrivo al termine di uno strappo in salita. Sesta la maglia gialla Chris Froome (Sky), Vincenzo Nibali settimo al traguardo e nono nella generale a +7'47" da Froome. Alberto Contador, ottavo oggi, è sesto a 4'04". Temperatura soffocante, ben oltre i 35 gradi, e gran via vai tra le ammiraglie e i corridori per passare pezzi di ghiaccio. Una foratura attarda Gautier, che rientra rapidamente nel gruppetto dei fuggitivi. Jean Christophe Peraud (AGR2) cade da solo lungo un tratto in rettilineo. Si rialza e risale in bicicletta, con molte escoriazioni su braccio ed anca sinistra. Aiutato dalla macchina dell'assistenza medica, rientrerà in gruppo dopo una ventina di chilometri.

La sfortuna si accanisce su Vincenzo Nibali che fora la gomma posteriore. L'Astana corre in suo soccorso, per primo è il danese Fuglsang ad attenderlo. Poi arriva anche Scarponi ed il siciliano torna rapidamente in corsa. Sembra l'arrivo perfetto per Sagan, ma lo scatto di Van Avermaet (quest'anno terzo al Tour delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix) sorprende lo slovacco, ancora in cerca della prima vittoria. "Ormai questo Tour bisogna viverlo giorno per giorno - dice Nibali dopo il traguardo - Abbiamo avuto 43 gradi e mezzo, anche 44. C'era tanta stanchezza per il caldo. Temperature così le abbiamo trovate qualche volta solo alla Vuelta. Voglio vivere questo Tour senza stress".

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