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16 maggio 2016

Giro, dopo il riposo si scala verso casa di Tomba

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Sestola, ovvero l'Appennino emiliano caro ad Alberto Tomba

La corsa (dopo la sosta) riparte martedì da Campi Bisenzio (Firenze) e arriva a Sestola, sull'Appennino emiliano caro ad Alberto Tomba. Dove è ancora immutato il ricordo di Marco Pantani (decima tappa, 219 km)

Dopo la sosta, il Giro d'Italia riparte martedì 17 maggio da Campi Bisenzio (Firenze) e arriva a Sestola, sull'Appennino emiliano caro ad Alberto Tomba e dove è ancora immutato il ricordo di Marco Pantani. La decima tappa, 219 km, si presenta come la tipica frazione trabocchetto con finale in salita per 7,5 km (il Pian del Falco), pendenza media al 5% e punte dell'8%. Un arrivo non impossibile - il secondo in salita di questo Giro - ma che può mietere qualche vittima anche tra i corridori di classifica. Chi è uscito con le ossa rotte dalla crono del Chianti Classico può cercare qui la rivincita se si considera che, eccetto i primi 25 chilometri, la pianura è esclusa dal tracciato.

Quattro i gran premi della montagna lungo il percorso: Passo della Collina (3/a categoria a 777 metri e 12,7 km di ascesa); Pietracolora (3/a categoria a 805 metri e una pendenza massima dell'11%); Pian del Falco (1/a categoria con pendenza massima al 13%); e Sestola (3/a categoria con pendenze massime all'8%). Il Giro torna a Sestola dopo due anni: allora vinse l'olandese Pieter Weening precedendo Davide Malacarne e Domenico Pozzovivo (3° al traguardo), che diede battaglia guadagnando 30" sulla maglia rosa Cadel Evans.

 

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