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25 maggio 2016

Giro, all'ultimo sprint è Kluge che beffa Pozzato

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La diciassettesima tappa, da Molveno a Cassano d'Adda (196 km), era l'ultima chiamata per i velocisti. Un tedesco la spunta ancora, davanti a Nizzolo. Giovedì gli esami clinici per Nibali, la corsa arriva a Pinerolo

Ultima chiamata per i velocisti rimasti in gara. Per non farsi scappare la vittoria sul facile traguardo di Cassano d'Adda. Sede di partenza era Molveno, in Trentino, nessuna difficoltà di sorta (196 km). Vince il tedesco Roger Kluge, che beffa Filippo Pozzato: il vicentino tenta il distacco dal gruppone, ma non ce la fa a sostenere il ritorno prepotente del tedesco che a 200 m lo riacchiappa e passa per primo sotto al traguardo (alle sue spalle si piazza Giacomo Nizzolo). L'olandese Steven Kruijswijk resta ovviamente in maglia rosa.

Kluge ha sorpreso tutti partendo a 600 metri dall'arrivo e ha preceduto il gruppo dove si è imposto in volata l'italiano, come detto, Giacomo Nizzolo. E' la sesta vittoria tedesca al Giro, un autentico dominio in volata. In precedenza c'erano stati i tre successi di Andrè Greipel e i due di Marcel Kittel.

Intanto si sa che Vincenzo Nibali sarà sottoposto giovedì mattina a una serie di esami clinici finalizzati ad accertare il suo stato di salute. I campioni prelevati verranno poi analizzati - si apprende dall'entourage del campione d'Italia - in un laboratorio di Orbassano (Torino). La necessità di sottoporre l'atleta dell'Astana ad alcuni esami era stata annunciata martedì dal suo allenatore, Paolo Slongo, al termine della tappa di Andalo in cui Nibali ha perso ulteriore terreno dalla maglia rosa Kruijswijk. L'obiettivo è capire se ci siano motivi di salute alla base del calo di rendimento accusato dal corridore siciliano negli ultimi tre giorni di gara.

 

Da Muggiò a Pinerolo, 240 chilometri per la tappa più lunga del Giro. Una frazione per nulla scontata, quella di giovedì 26 maggio, grazie al finale mosso. I primi 170 km sono in pianura attraverso le province di Milano, Novara, Vercelli e Torino. Ma a una ventina di chilometri dal traguardo la frazione si ravviva quando si scala il Pramartino, uno strappo di 4,6 chilometri con pendenze al 10% e punte del 17%. Prima si sale sul muro di via Principi d'Acaja, 450 metri con una pendenza media del 14%, punte del 20% e strada in sampietrini. Ultimi chilometri in discesa con una serie di curve dalle pendenze molto ripide. Pinerolo al Giro è legata alla leggendaria fuga di 192 chilometri di Fausto Coppi nella corsa del 1949, anno in cui il Campionissimo mise a segno la doppietta Giro-Tour. Si correva la Cuneo-Pinerolo e fu quello il giorno in cui il radiocronista Mario Ferretti coniò la frase divenuta celebre nel tempo 'Un uomo solo al comando'. Per la cronaca Coppi arrivò con un vantaggio di 11'52" sul rivale di sempre Bartali.

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