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30 settembre 2016

Lombardia senza Squalo. Giro in cerca di padrone

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Da Como a Bergamo: 240 chilometri di salite, fatica e sudore per incoronare il re d'autunno nella edizione numero 110 della Classica di chiusura di stagione. Assente Nibali, le speranze azzurre sono Ulissi e Aru. Out anche Contador, defezione che consegna il World Tour a Sagan

Dicono che sia Il Lombardia "più duro di sempre". Da Como a Bergamo: 240 chilometri di salite, fatica e sudore per incoronare il re d'autunno. Un dislivello complessivo di 4400 metri per l'ultima Classica Monumento del 2016, tosto quanto una tappa di montagna dei grandi giri: il Lombardia che si corre domani, organizzato da Rcs Sport, unisce la tradizione del Ghisallo (picchi al 14%) alle novita' di Sant'Antonio Abbandonato (6.5 km, media al 9.8%) e Miragolo San Salvatore (8.7 km e 11% di pendenza).

Saranno queste rampe l'antipasto del gran finale: il valico del pedalabile Selvino è solo il trampolino per arrivare a Bergamo Alta, dove i corridori sono attesi da un muro in pavé. Eppure la gara corre il rischio di spezzarsi in due già prima, a 100 chilometri dall'arrivo: il Valcava è esasperante in salita (fino al 17%) quanto infido in discesa, tra curvoni e picchiate. Potrebbe non dare il vincitore ma sicuramente dara' qualche sconfitto.

Alla partenza non ci sarà Nibali, il campione in carica: non è ancora in condizione dopo la frattura alla clavicola patita a Rio. Costretto a rinunciare anche Alberto Contador, bloccato a letto per un improvviso attacco influenzale: una defezione che consegna matematicamente la leadership del World Tour a Peter Sagan, impegnato a preparare il Mondiale di Doha. Ma il novero di favoriti è ricco di nomi dal grande blasone: c'è il campione olimpico Van Avermaet, c'è un Gilbert a caccia dei risultati di un tempo, ci sono Purito Rodriguez all'ultimo ballo in carriera, la classe di Valverde che si iscrive all'ultimo istante e l'esperienza di Daniel Martin che ha vinto due anni fa; attenzione ai più giovani, le cui sparate fanno davvero paura.

Chaves, dopo aver stupito a Giro e Vuelta, ha dominato il Giro dell'Emilia e sembra in grande forma; Alaphilippe vuole dare la prima zampata nelle gare che contano dopo tanti piazzamenti; Bardet dimostrare di poter essere uomo da classica. Le speranze azzurre sono tutte su Diego Ulissi e Fabio Aru che pu contare su una squadra (l'Astana) molto forte in queste corse con Rosa e Lopez fidati scudieri. Aru a Bergamo è di casa, cresciuto su queste rampe dopo aver abbandonato la sua Sardegna per diventare un ciclista di rango: vincere qui per lui varrebbe doppio, varrebbe una lode nell'edizione del Lombardia numero 110.

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