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14 ottobre 2008

Hamilton: "Non ho mai detto di essere il migliore"

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VERSO GP SHANGHAI. Il pilota McLaren: "Sono un essere umano, ogni tanto si commettono errori. In F1 tutti sono fortissimi, solo dopo averli battuti potrò pensare di essere più bravo di loro. Senna per me è un mito, nessuno oggi potrebbe competere con lui"

"Non direi mai che sono il migliore di tutti. Sono un essere umano, ogni tanto si commettono errori". Firmato, Lewis Hamilton. Il pilota inglese della McLaren-Mercedes affida al proprio sito ufficiale una lunga 'confessione'. "Non direi mai che sono il migliore di tutti gli altri, ma sono un pilota di Fomrula 1: ognuno di noi crede in se stesso. Bisogna scendere in pista con fiducia e cercare di vincere", dice. A chi lo definisce arrogante, il 23enne di Stevenage replica descrivendo l'approccio indispensabile "per migliorare le prestazioni e vincere. Guardo gli altri piloti e voglio batterli. Ma non direi mai: 'Sono migliore di te'. Penso che tutti questi ragazzi siano il top, per essere migliore di loro devo batterli", ribadisce.

Hamilton coglie l'occasione per smentire un'altra dichiarazione 'impegnativa'. "Non ho mai detto di essere migliore di Ayrton Senna. Non l'ho mai detto e non lo direi, perchè Ayrton è il mio pilota preferito e, oggi, non c'è nessuno che potrebbe batterlo. Sarebbe un sogno se potessi ottenere una piccola parte di ciò che ha raggiunto lui". Le parole dell'inglese arrivano nella fase decisiva della stagione. Hamilton, che guida la classifica con 5 punti di vantaggio sul ferrarista Felipe Massa, è reduce dal disastroso Gp del Giappone. Il passo falso commesso a Fuji ha ricordato, per certi versi, il pessimo epilogo del Mondiale 2007 quando il pilota della McLaren-Mercedes buttò via un titolo praticamente vinto.

In vista delle ultime 2 gare stagionali la pressione aumenta. "Non è facile dire o fare sempre la cosa giusta quando sei costantemente sotto i riflettori", dice. "Negli ultimi tempi mi sono state attribuite dichiarazioni errate o estrapolate dal contesto generale: la gente è portata a farsi un'idea diversa rispetto al concetto che io ho espresso. Sono solo un essere umano e ogni tanto le persone commettono errori. La comunicazione è importantissima, non penso di aver offeso nessuno e ad ogni modo non volevo che le mie parole ferissero qualcuno", aggiunge senza scendere nei particolari.

C'è spazio anche per considerazioni legate in maniera più diretta alle vicende agonistiche. "Lo scorso anno la Ferrari si è dimostrata molto forte in Cina e in Brasile", dice pensando alle prestazioni delle rosse sui tracciati che ospiteranno gli ultimi 2 Gp del Mondiale. "Ma penso che quest'anno abbiamo colmato il gap su questi circuiti, così come la Ferrari ha ridotto le distanze sulle piste su cui la McLaren è sempre stata veloce. Sono fiducioso: in Cina saremo competitivi e più vicini alla Ferrari rispetto ad un anno fa. Lo stesso discorso vale per il Giappone, le prossime 2 gare saranno molto equilibrate".

 

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