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02 novembre 2008

Hamilton: ''Il mio cuore è quasi esploso''

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Hamilton, a soli 23 anni, è il più giovane campione del mondo nella storia della F1. Decisivo il sorpasso al penultimo giro su Timo Glock

GP BRASILE. La gioia incontenibile del pilota McLaren, diventato campione del mondo negli ultimi cinquecento metri di gara: ''Quando ho visto Timo procedere lentamente non ci potevo credere''. Glock: ''Nessuno mi dica che ho tolto il piede dal gas''

Lewis Hamilton ha ammesso di aver sofferto momenti di forte nervosismo negli ultimi giri del GP Brasile. "E' stata la corsa più tesa della mia vita" ha ammesso il più giovane campione del mondo della storia, a soli 23 anni. "Nelle ultime curve il mio cuore stava per esplodere". "Quando ho visto Glock correre più lento ho pensato 'Dio mio, non è possibile'' ha raccontato l'inglese che si congratula con Massa: "Complimenti a Felipe per la vittoria".

Dall'altro lato del paddock, il direttore della McLaren, Martin Whitmarsh, sembrava non riuscire a capire cosa stesse  accadendo. "Grande corsa, grande corsa" era l'unica cosa che  riusciva a mormorare. I meccanici delle frecce d'argento hanno  lasciato da parte la flemma "british" e sono esplosi in una  festa all'uscita dei box.

Il Mondiale conquistato da Hamilton è secondo Ron Dennis "pienamente meritato". Il boss della McLaren-Mercedes ha infatti ricordato che "il più giovane campione del mondo della storia" è in Formula 1 solo dalla scorsa stagione. "Le statistiche delle ultime due stagioni dicono che lui è stato il migliore", ha detto Dennis. "E' stata una grande gara, difficilissima. abbiamo visto che le Ferrari e Fernando Alonso stavano scappando via, ma non era nostra intenzione combattere con loro. A noi interessava gestire la quarta o la quinta posizione". Negli ultimi quattro giri, però, quando la pioggia è tornata a cadere su Interlagos e tutti i piloti sono tornati ai box per rimettere le gomme da bagnato, è accaduto l'imprevedibile: con Hamilton a quel punto saldamente al quarto posto, le due Toyota del tedesco Timo Glock e Jarno Trulli hanno deciso di rischiare e di finire la gara con le gomme da asciutto.

A due giri dalla fine poi Hamilton è stato sorpassato dalla Toro Rosso del tedesco Sebastian Vettel ed è scivolato in sesta posizione, con Glock quarto. In quel momento Massa era virtualmente campione. "Chi poteva immaginare che Glock decidesse di restare in pista con le gomme da asciutto?", ha detto Dennis. "Stavamo osservando Glock negli ultimi due giri e non sapevamo se dire ad Hamilton di cercare di ripassare Vettel o di aspettare che accadesse qualcosa a Glock".

Il nuovo 'cattivo' per la  tifoseria ferrarista è il tedesco Timo Glock. Il pilota della Toyota si è guadagnato oggi il titolo di 'tedesco piu' odiato dai brasiliani', ma rifiuta il copione di "personaggio  decisivo" per il mondiale piloti. "Non sono stato il pilota che ha deciso il campionato. Il  campionato e' stato deciso in questa e nelle 17 corse  precedenti" ha affermato Glock, che fino all'ultima curva del  circuito era quarto, ma ha completato la corsa in sesta posizone. Il tedesco e il suo compagno di squadra, Jarno Trulli, hanno deciso la strategia di mantenere i pneumatici da pista secca negli ultimi giri, quando invece ha ricominciato a piovere ad  Interlagos. "Non sono pentito della strategia. Se mi fossi fermato a cambiare le ruote, sarei rimasto piu' indietro" ha  dichiarato Glock.

Irritato con le teorie conspiratorie che insinuerebbero un suo aiuto ad Hamilton, che lo ha sorpassato nell'ultima curva, a  pochissimi secondi dal traguardo, il pilota ha risposto: "La  macchina era inguidabile. Le persone che credono che ho tolto il  piede dall'accelleratore non hanno la minima idea di cosa sia  l'automobilismo". Glock ha affermato anche che non si è preoccupato con la  decisione del titolo piloti: "Mi sono preoccupato solo della  mia corsa, non con Lewis o Felipe. Non ho intenzione di parlare  con Hamilton e con Massa. Non ne ho motivo".

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