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03 novembre 2008

Il ''day after'' di Hamilton: ''Ora sono il numero 1''

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Lewis Hamilton è il più giovane campione del mondo nella storia della F1

A ventiquattro ore dal miracolo di Interlagos, il britannico della McLaren, campione del mondo per soli 550 metri, non ha ancora assorbito le forti emozioni di Interlagos: ''E' difficile descrivere a parole quello che provo, ancora non ci credo''

non ha ancora assorbito le emozioni del Gp del Brasile che gli ha regalato il titolo mondiale. "Pazzesco",  ripete l'inglese nell'hotel di San Paolo dopo una notte di  festeggiamenti. "Ma non ho bevuto -precisa-. Appena un paio di  bicchieri di champagne, poi soprattutto acqua. Alla fine della festa,  ero seduto da una parte mentre suonavano una canzone: We are the  champions dei Queen. Ho guardato i ragazzi della squadra, i meccanici, gli ingegneri, gli addetti al catering. Ho guardato mio padre, erano  tutti cosi' felici"."Ora ho il numero 1 sulla macchina. Pazzesco, pazzesco". Sono passate 24 ore dal miracolo di Interlagos e Lewis Hamilton.

"E' difficile descrivere a parole quello che provo", dice  ripetendo la frase piu' gettonata delle ultime due giornate. "E'  stato belle vedere che tutti erano felici: a quel punto ero pronto per andare a dormire", dice evidenziando le differenze rispetto al party  che ha chiuso il Mondiale 2007. Un anno fa Hamilton getto' via il  titolo all'ultima gara e si consolo' con una notte di follie.  "Stamattina -dice- mi sono svegliato e mi sentivo rilassato,  soddisfatto e pieno d'energia. Nella mia mente non faccio altro che  ripetermi: 'wow, sei campione del mondo!'. Non avrei mai creduto di  arrivare fin qui, l'ho sognato e ora mi sembra ancora di vivere un sogno".

Il titolo e' arrivato grazie al sorpasso in  extremis messo a segno alla penultima curva, ai danni della Toyota del tedesco Timo Glock. "Non ho chiesto quale fosse la posizione di  Felipe Massa, pensavo fosse al comando ma volevo concentrarmi solo  sulla mia gara. Sapevo di dover arrivare quinto e pensavo solo a  questo. Tutto andava bene: poi ha cominciato a piovere e la macchina  non e' stata piu' perfetta". Hamilton ha perso la quinta posizione,  ceduta a Sebastian Vettel. "Gli ultimi due giri sono stati i piu'  duri della mia carriera, non ho potuto fare nulla contro Vettel.  Cercavo di avvicinarmi a lui, correvo rischi ma non riuscivo a  passarlo. Cercavo di pensare a come avrei potuto superarlo, mi  ripetevo 'Dove sto perdendo tempo? Devo superarlo'. Avevo consumato le gomme posteriori, non riuscivo a spingere di piu"'.

Poi, e' arrivata la comunicazione via radio: "Alla curva 10 mi  hanno detto che Glock era alla mia portata. Timo era in difficolta',  ma non sapevo se ero abbastanza vicino. Mancavano solo 2 curve per  finire la gara. Alla curva 11 ho visto che Vettel lo ha superato, a  quel punto mi sono infilato all'interno. Mi sono rilassato, ho pensato che ce l'avevo fatta e aspettavo che il team mi confermasse tutto.  Pensavo che mi avrebbero urlato 'sei campione del mondo!'. Invece,  nessuno parlava e per un secondo sono andato nel panico".

Poi, pero', i dubbi sono svaniti e la festa e'  esplosa. "Adesso voglio godermi il momento, e' splendido. Non devo  piu' usare il numero 22, ora ho il numero 1". E la delusione del  Mondiale 2007 sparisce per sempre. "Perdere quel campionato mi ha  reso piu' forte", dice ora, pensando alle prossime sfide. Prima, pero', c'e' ancora tanta festa in calendario. "Non so  cosa trovero' quando tornero' a casa, ho talmente tanti tifosi. Mi prendero' una vacanza, poi mi concentrero' sul Mondiale 2009: vogliamo fare ancora meglio di cosi'. Sara' un campionato durissimo, con tanti  piloti di talento come Massa o come il mio compagno Heikki Kovalainen. Vincere sara' sempre piu' difficile, anche se io divento sempre più forte".

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