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06 novembre 2008

Ecclestone: "In F1 non c'è razzismo, Hamilton ha meritato''

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Bernie Ecclestone ritiene giusta la vittoria di Lewis Hamilton

Il patron del grande circus ritiene giusta la vittoria del pilota anglo-caraibico e difende il mondo dei motori da accuse di xenofobia dopo gli insulti al pilota della McLaren verificatisi nel Gp di Catalunya a inizio anno e ad Interlagos

No razzismo - "Non ha senso, in Spagna la gente tifa per Alonso, in Brasile per Massa, non penso che questo abbia a che fare con il razzismo". Bernie Ecclestone getta acqua sul fuoco a proposito degli insulti razzisti che sono stati rivolti a Lewis Hamilton prima nei test in Catalunya a inizio anno e poi in occasione del weekend di Interlagos dove l'inglese si è laureato campione del mondo. "In Spagna c'erano poche persone - continua il patron della F1 alla BBC Radio Five Live - e probabilmente era più uno scherzo che un insulto. La gente vede e interpreta le cose come poi non sono, il pubblico può tifare per chi vuole".

Vittoria giusta - Tornando al finale di stagione, le emozioni del Gp di Brasile sono ancora vive nella mente di Ecclestone "perché solo alla fine si è capito chi aveva vinto, si era sicuri che fosse Massa il campione e invece è arrivata la sorpresa. Peccato che non abbiano vinto entrambi ma credo che alla fine il titolo sia andato alla persona giusta, Hamilton avrebbe dovuto conquistarlo già la stagione passata". Il pilota anglo-caraibico della McLaren ha già fatto sapere di non volersi accontentare e di voler diventare campione del mondo altre due volte. "Non penso che avrà problemi - dice ancora il patron della F1 -. Non ci sono limiti, bisogna avere l'auto, il team e un po' di fortuna, e credo che quest'anno Lewis sia stato anche fortunato".

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