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08 giugno 2009

Fia-Fota, la settimana decisiva per il futuro della F1

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Un gioco di specchi sovrappone il logo della Fia a quello Ferrari

Il 12 giugno è il termine fissato dal regolamento della Federazione internazionale entro il quale si dovrà decidere quali team verranno ammessi al prossimo Mondiale. Sarà campionato alternativo o risoluzione della crisi? GIOCA A FORMULA SKY

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Inizia oggi la settimana che sulla carta è cruciale per la Formula 1 e per lo sport motoristico in generale. Il 12 giugno è il termine fissato dal regolamento della Fia entro il quale la Federazione deve dire chi sono i team che sono stati ammessi al prossimo mondiale di F1. Dunque, se non succede qualcosa prima, in quella data si saprà con quali scuderie Max Mosley intenda correre nel 2010.

I team ribelli della Fota, che si sono iscritti con riserva, condizionata all'accettazione di loro proposte, sono otto: ci sono Ferrari, McLaren Mercedes, Renault, Toyota, Bmw Sauber, Brawn Gp, Red Bull, Toro Rosso. Mentre Williams e Force India, con motivazioni diverse ma legate a obblighi contrattuali, hanno  formalizzato la loro iscrizione incondizionata. Poi ci sono i team nascenti: Campos, USF1, N-Technology, Litespeed, Brabham, Lola, Prodrive, March, Epsilon Euskadi, Superfund. Insomma, nomi  giganteschi di fronte a team emergenti, magari da un futuro radioso, ma senza storia.

I piloti, dopo opinione pubblica e quasi tutta la stampa, si sono schierati nettamente a fianco della Fota, e chiedono alla Fia buon senso, per far sì che in F1 ci sia il meglio. Anche ieri ci sono stati segnali contrastanti. Contatti informali tra rappresentanti Fia e le scuderie, in attesa di quella risposta che Mosley deve dare alle squadre, ma anche finte voci, come quello surreale di un boicottaggio della gara turca da parte degli stessi piloti, secondo alcuni messe in giro ad arte, per incrementare una  guerra di nervi e magari far paura a qualcuno.

Per ora il capo della Fia ha parlato di quello che vuole fare solo a un settimanale svizzero, Motorsport Aktuell, dicendo che a decidere è la Fia e che se le scuderie non si adattano possono farsi il loro campionato alternativo. Entro qualche giorno, forse prima, dovrà invece parlare in maniera ufficiale e diretta. In quel momento si capirà se la gloriosa storia della F1 è conclusa, e allora si darà il via a una scissione e a due campionati alternativi, oppure c'è ancora spazio per sognare a oltre 300 chilometri all'ora. Sembra la soluzione di buon senso invocata da tutti. Così semplice che qualcuno teme che non possa passare.

E chissà se a Silverstone i team già sapranno qualcosa sul loro futuro. Ma, soprattutto, chissà se le squadre più importanti del Mondiale sapranno risollevarsi: Ferrari e McLaren sono in apparente difficoltà. Il team di Woking l'anno scorso trionfò con Lewis Hamilton (ultimo pilota britannico a trionfare dopo ben 8 anni dal successo di David Coulthard), weekend dominato anche dalla pole position ottenuta da Heikki Kovalainen. Il 2008, però, sembra distante anni luce. McLaren e Ferrari devono solo pensare a limitare i danni e concentrarsi nello sviluppo della macchina per il prossimo anno.

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