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09 giugno 2009

Formula 1: ancora 72 ore per non sparire

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Fia-Fota, un braccio di ferro infinito che ha portato la F1 sull'orlo del baratro

Fia-Fota, Carlo Vanzini ci fa il riassunto di una storia senza fine. Le tappe che hanno portato la F1 sull’orlo del baratro: da una parte la Federazione Internazionale, dall’altra l’Associazione dei team. GIOCA A FORMULA SKY

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di CARLO VANZINI

Un muro separa la Fota dalla Fia, un muro non invalicabile, anzi, volendo, con una spallata potrebbe essere buttato giù, ma adesso c'è! E’ bene ricordare come si è arrivati a costruirlo per capire come potrebbe essere abbattuto. La passata stagione a Maranello prima, per ufficializzare poi tutto a Monza, i capi delle scuderie si sono riuniti per formare la Fota, l'associazione dei teams pronta a discutere in modo compatto con le altre parti (Ecclestone e Mosley) il futuro economico e sportivo della F1.

La Fota ha proposto alcune importanti novità per il regolamento tecnico e sportivo già per la stagione 2009. Ecclestone ha risposto con l'idea delle medaglie, Mosley con quella assurda piombata come un fulmine in Cina in occasione del gran premio 2008 ossia quella del motore unico (Cosworth ovviamente) subito bollata come follia e infatti cancellata. Poi, pronti si parte per la stagione 2009 ed ecco spuntare pochi giorni prima dell'Australia nel regolamento l'idea delle medaglie - vince il mondiale chi vince più gare. Anche in questo caso la regola viene cancellata poco dopo perché imposta in modo irregolare.

Mosley esce con un comunicato "mi avevano detto che i teams erano d'accordo a questa idea" un'altra follia come i bambini… “ma me l'aveva detto quell'altro...” Poi i diffusori irregolari: il regolamento è chiaro. E’ come chiedere a un bambino di disegnare un triangolo ed ecco che invece a chi ha fatto un quadrato gli viene detto bravo è tutto ok e gli altri a spendere milioni per recuperare terreno. Scelta politica a spaccare il fronte Fota che traballa ma non cede.

L'ultimo attacco con le iscrizioni anticipate al 29 maggio con doppia scelta per i teams: o tetto dei costi senza limitazioni tecniche oppure potete spendere quello che volete ma con limitazioni tecniche.  Altra follia per una formula a 2 velocità che non piace a nessuno. A Montecarlo la riunione tanto attesa con Mosley. Sembra tutto risolto, c'è la stretta di mano. E' lo stesso Mosley ad invitare i teams a inserire la condizionale nell'iscrizione che in effetti arriva da parte dei teams Fota con la clausola di firmare il patto della concordia entro il 12 giugno, di riportare tutto alle regole vecchie, cancellando quelle assurde nuove e accettando le proposte Fota sulla riduzioni costi a scalare e alcune regole sportive...

La Williams intanto si dissocia dalla Fota, si iscrive alle regole di Mosley e viene sospesa dalla Fota. Anche la Force India fa lo stesso ma visto che già si era iscritta con condizionale manda una mail per chiedere alla Fia di togliere la condizionale... Si iscrivono una marea di sconosciuti... Restano in 8: Ferrari, Mclaren, Bmw, Renault, Toyota, Red Bull, Toro Rosso e Brawn Gp. La situazione precipita e anche i piloti preoccupati del loro futuro chiedono e ottengono un incontro con la Fota ne escono compatti: “Se succederà andremo a correre nel campionato alternativo siamo con la Fota” - questo ci dicono.

Mosley che sembrava d'accordo torna alla carica: “Togliete la condizionale poi ne parleremo ma solo dopo”. Impossibile farlo con uno che ha già cambiato idea troppe volte, impossibile farlo perché altri teams si sono già iscritti con le regole Mosley quelle che i teams Fota non vogliono e si creerebbe ancor più casino. La risposta alla richiesta di Mosley non può che essere negativa, si cerca comunque di salvare la F1. E' una questione di politica e di soldi. Mosley è l'unico al quale non torna niente e allora perché lo fa? Perché continua a spingere i motori Cosworth come unica salvezza della specie? Il muro è lì, l'unica spalla che può buttarlo giù è quella di Mosley, accettando la condizionale dei teams Fota o trovando prima una mediazione, altrimenti via al campionato alternativo con 8 squadre tre macchine per team, 24 piloti e monoposto in pista.

Il 12 giugno sapremo se quel muro resterà invalicabile o se la spallata giusta sarà arrivata al momento giusto

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