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10 settembre 2009

Hamilton monaco di Monza: essere competitivi, una vocazione

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Lewis Hamilton posa all'Arena di Milano insieme ad alcuni giocatori della Homeless World Cup (foto AP)

Alla vigilia del Gp d’Italia, il pilota della McLaren ha dato il calcio d'inizio alla quinta giornata della Homeless World Cup. E all'Arena di Milano ha anche svelato il segreto del suo successo: ''Competitivo sempre, in pista come nella vita''

di GIOVANNI DE RUVO

Numero 1 in pista, ma con la voglia di essere il numero 1 anche nella vita. Lewis Hamilton ha dato il calcio d'inizio alla quinta giornata della Homeless World Cup. Sotto il sole di una tiepida giornata di settembre e a -1 dal Gran Premio d’Italia, l’Arena di Milano si è scaldata con le emozioni di un nuovo giorno di grande sport. E il pilota britannico ne è stato il protagonista (tra gli sponsor di questa iniziativa c'è la Vodafone, main sponsor della McLaren, Foundation), circondato dalle decine di giocatori provenienti da tutto il mondo che hanno trovato nel pallone una via d'uscita da quell'anonimato che la vita, le situazioni, le difficoltà hanno riservato per loro.

''Questa è la dimostrazione di come lo sport possa cambiare la vita. Sono contento dell’opportunità che ho avuto e di partecipare a questa manifestazione sportiva, un’esperienza emotiva molto forte, più di quanto mi aspettassi''. E per Lewis Hamilton è anche questa una sfida, la più difficile. Il campione del mondo in carica è quasi sorpreso dall’accoglienza calorosa che i ragazzi della Homeless World Cup gli hanno riservato. Sguardo timido e penna in mano a firmare autografi, un sorriso e via, un'altra foto. Ma soprattutto un consiglio che gli proviene direttamente dal cuore: ''Bisogna essere sempre competitivi, io lo sono anche fuori dalla pista, nella vita di tutti i giorni. E poi non bisogna mai smettere di imparare. Lo dice sempre Nelson Mandela, e se lo fa lui alla sua età perché non dovrei farlo io?''.

E per Monza? Ed ecco che il Lewis pilota si cala subito nella parte che più gli è congeniale. Sguardo vispo e risposta secca: ''Sono qui per vincere, la stagione non è ancora finita. Mancano tante gare alla fine e tutto può accadere’’. Ma cosa prova Lewis a correre in Italia? Cosa ne pensa del nostro paese? Ed ecco che il britannico tira fuori vecchie conoscenze e preferenze culinarie: "A Monza c’è un’atmosfera straordinaria, si respirano amore ed entusiasmo. In Italia mi trovo bene, prima di approdare in Formula Uno ho avuto un team di Padova e uno di Reggio Emilia e per molto tempo ho collaborato con un meccanico romano. E poi quando vengo in Italia non mi faccio mai mancare la pasta e le lasagne’’.

E la Ferrari? Caro Lewis, non puoi non parlare di Ferrari in Italia. Ecco cos’ha risposto sull’esordio di Giancarlo Fisichella sulla Rossa di Maranello: ‘’Se lo merita, sono contento per lui. Corre in F1 da tanti anni e passare alla Ferrari venendo da una squadra tra le ultime è ancora più bello’’. Ma cosa ne pensa Hamilton di uno dei possibili scenari per il prossimo anno, con Alonso che potrebbe guidare una Ferrari già nel 2010: ''Sarebbe bello competere con Alonso per il titolo per lui sarebbe un’esperienza molto importante. Sono stato suo compagno e so quanto è bravo. E poi il prossimo anno sia la McLaren che la Ferrari si giocheranno il titolo''.

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