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11 settembre 2009

Monza tifa Fisichella: finalmente un italiano sulla Ferrari

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Giancarlo Fisichella

Entusiamo tra i tifosi in occasione delle prove libere del Gp d'Italia per il debutto di Fisico sulla Rossa: "Se domenica vince sarà un tripudio". Ma a Monza si parla anche del caso Piquet che scuote la F1. FAI UN GIRO SUL SIMULATORE E GIOCA A FORMULA SKY

di ALFREDO ALBERICO e GIOVANNI DE RUVO

La giornata di prove libere a Monza ha un volto, quello sorridente di Giancarlo Fisichella. Un “giovanotto” di 36 anni che con l’entusiasmo di un bambino ha in un solo colpo realizzato il sogno di una vita, correre con la Ferrari, e fatto dimenticare ai fan del Cavallino la breve e deludente parentesi dello sfortunato Luca Badoer. Tempi di tutto rispetto nelle libere per l’ex pilota della Force India che ha debuttato davanti al suo pubblico. Sulle tribune della “Ascari”, una delle postazioni più ambite dagli appassionati, ogni passaggio della vettura numero tre è stato accolto da applausi e incoraggiamenti.

Un italiano su una Ferrari è sempre un evento; un italiano su una Ferrari che corre a Monza rende l’appuntamento imperdibile: “Vengo da Palermo – esordisce con orgoglio Giacomo, 61 anni - e ho fatto di tutto per essere qui in questo fine settimana. Ho lasciato mia moglie a casa pur di seguire Fisichella. Mi è sempre piaciuto e credo possa fare bene. Se vincerà domenica? L’istinto dice no, ma se dovesse succedere sarebbe una grande festa. Sono pronto a fare una follia –dice ridendo-. Salgo sul podio e me lo bacio tutto”.

“Finalmente un italiano in Ferrari - esclama la signora Luisa, forte accento brianzolo  e marito ferrarista al seguito-. Ora vogliamo Valentino Rossi  per il prossimo anno!”. Il consorte divertito le risponde: “Sì, e magari anche Max Biaggi. Sono tutte chiacchiere…”. C’è infine chi, come Federico, 34 anni di Milano, non riesce proprio a mandar giù l’affare Badoer: “E’ stato un grande errore della Ferrari. Fisichella invece ha dimostrato che guidare una Rossa, anche senza test, non è poi così difficile”. E chiude con una battuta: “Spero che l’età non pesi troppo in gara, e che regga… il Fisico”.

Monza-Singapore, così lontane eppure per un giorno incredibilmente vicine. Alla vigilia del Gp d’Italia, all’autodromo brianzolo si parla anche che della bufera scatenata dalle dichiarazioni di Nelson Piquet Jr., pilota brasiliano figlio d’arte, che ha confermato di aver ricevuto l’ordine di provocare l’incidente che la scorsa stagione, al gran premio del sud-est asiatico, avrebbe favorito la vittoria dello spagnolo Fernando Alonso. La reazione della Renault e del suo team manager, Flavio Briatore, non si è fatta attendere: una denuncia per il colpire Nelsinho ma anche il padre. L’ulteriore accusa rivolta all’ex pilota della scuderia anglo-francese è il presunto ricatto (in inglese blackmail, parola che a Monza si sente spesso nella prima giornata di prove) del giovane al team, con lo scopo di ottenere un posto nella stagione in corso.

Ma cosa ne pensa il popolo della F1 di questa vicenda? Lo abbiamo chiesto ai tifosi, che si sono dimostrati attratti da questa vicenda quanto dall’esordio di Giancarlo Fisichella sulla  Ferrari. E tra loro c’è chi ignora la vicenda e stupito chiede se è vero e se “la Renault rischia una squalifica” e chi, sempre informato, prima esprime rabbia per l’ennesimo scandalo e poi prevede: “La vicenda – dice Riccardo, 35 anni di Lodi – porterà Alonso in Ferrari. Magari, per tirarsi fuori dallo scandalo, Fernando leva prima le tende…”.  E chissà che non abbia ragione, dato che l’arrivo della Banca Santander marchierà dal prossimo anno la vettura di Maranello. È questo, infatti, il main sponsor che ha seguito Alonso anche in McLaren.

Panino e bibita in mano, c’è anche chi alle polemiche e agli scandali preferisce di gran lunga il rombo delle monoposto che sfrecciano sul circuito sotto l’ultimo caldo sole d’estate: “Non mi interessa – dice Franco, 47 anni d Prato -. Queste storie fanno parte della politica e non dello sport. Sono qui con mia figlia per trasmetterle una mia grande passione. Il resto non conta. Ma credo che, come spesso accade, chi manda avanti il circus sia interessato a risolvere presto la vicenda senza trascinarla a lungo. La F1 sta perdendo consensi e non sono ammessi altri passi falsi”.

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