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31 marzo 2010

La Ferrari teme il caldo malese. Red Bull: mistero risolto

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Alonso e Massa, compagni in Ferrari ma rivali per la caccia al titolo piloti (foto Ap)

Domenica prossima si correrà a Sepang il terzo Gran Premio della stagione e le Rosse devono difendere la testa del Mondiale. Intanto il team di Vettel ha individuato il problema verificatosi in Australia: colpa dei bulloni che fissano il cerchio al mozzo

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Terzo Gran Premio in un mese. La Formula 1 prosegue il tour de force di inizio stagione (che si concluderà il 18 aprile a Shanghai, ndr) con il terzo round in Malesia, sul circuito di Sepang, a poca distanza dalla capitale Kuala Lumpur. La Ferrari arriva all'appuntamento malese al comando in entrambe le classifiche iridate. Alonso e Massa sono divisi tra di loro da soli 4 punti, forti della doppietta in Bahrain e del terzo e quarto posto in Australia. Il pilota brasiliano è salito nuovamente sul podio, seppur sul terzo gradino, davanti al compagno di squadra che, però, ha rimontato dall'ultimo posto dopo il testacoda in partenza. Insomma una Scuderia Ferrari al vertice, grazie a una F10 nata bene, che sembra ben adattarsi a tutti i circuiti ma che in Malesia dovrà fare i conti sia con il caldo che con l'alto tasso d'umidità tipici di queste parti. Un mix che metterà a dura prova sia la condizione fisica dei piloti che i motori della Ferrari.

A Maranello, anche se monoposto e materiale vario è già stato spedito da Melbourne la notte di domenica scorsa, si adotteranno degli accorgimenti, anche aerodinamici, per far respirare meglio il propulsore. Ma Alonso e Massa non dovranno guardarsi solo dal clima, ma soprattutto dagli avversari, i soliti tre: McLaren, Red Bull e Mercedes GP. Nell'ordine diremmo, visto che la MP4/25 sviluppata a Woking ha permesso a Jenson Button di bissare il risultato ottenuto con la Brawn in Australia nel 2009. Il campione del mondo è terzo in classifica con 31 punti, sei in meno dell'asturiano della Ferrari e, Lewis Hamilton, nonostante il sesto posto di Melbourne è alle sue spalle anche se con 23.

Discorso diverso per la Red Bull. La monoposto austriaca, infatti, ha strappato entrambe le pole position con Sebastian Vettel, ma il giovane pilota tedesco è stato poi fermato in gara, in entrambe le occasioni mentre era al comando, da problemi alla sua RB6. Dall'euforia del sabato pomeriggio, alla delusione cocente del giorno dopo. Tanto che il vice campione del mondo è solo settimo con 12 punti, preceduto nella classifica iridata al quinto posto dal connazionale Nico Rosberg che con 20, ha raccolto più punti del compagno alla Mercedes, Michael Schumacher, ottavo con nove e, dal sorprendente Robert Kubica, capace di portare la sua Renault a punti in entrambe le gare e soprattutto al secondo posto in Australia. Per il pilota polacco 18 punti e la convinzione di potersi inserire di diritto nella lotta per le migliori piazze.

Anche in Malesia, così come a Melbourne si correrà nel pomeriggio avanzato, con il rischio di beccarsi una tempesta di pioggia come nella passata stagione (la corsa fu interrotta tanto da assegnare metà punti, ndr). Le bizze di Giove Pluvio, però, potrebbero dare una mano d'aiuto allo spettacolo, così come domenica scorsa.

Mistero risolto per la Red Bull - La Red Bull ha fatto sapere di aver individuato il guasto che domenica, nel Gp d'Australia, ha provocato il ritiro del tedesco Sebastian Vettel, leader della corsa fino al momento del ko. Subito dopo la gara, si è parlato di un problema ai freni. In realtà, il guaio di Vettel è legato ad un'errata coppia di serraggio dei bulloni che fissano il cerchio al mozzo. Il tedesco, a causa di un altro problema tecnico,  aveva visto sfumare la vittoria anche nel Gp del Bahrain, la prima  gara stagionale. Il circus fa tappa ora in Malesia. Domenica, a  Sepang, è in programma il terzo appuntamento del Mondiale 2010.

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