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03 gennaio 2011

Parla Domenicali: "La F1 non è come il calcio, grazie a Dio"

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Parla Domenicali team principal della Ferrari

Il team principal della Ferrari si racconta: "Se fossi stato un allenatore di Serie A mi avrebbero già esonerato". Dopo la delusione di quest'anno, promette: "La Ferrari è pronta a vincere nel 2011. Saranno importanti le strategie"

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Il ruolo di team principal nel mondo della Formula 1 può essere paragonato a quello dell'allenatore nel calcio e forse Stefano Domenicali, direttore della gestione sportiva della Ferrari, nel mondo del pallone sarebbe stato esonerato dopo aver perso il mondiale all'ultima gara sprecando un consistente bottino. "Grazie a Dio la F.1 non è il calcio e non mi hanno esonerato – afferma Domenicali in una intervista a 'la Repubblica' - a tagliare ci vuole un secondo, per ricostruire servono anni. Ma un team principal è qualcosa di diverso. Questa è un'azienda e io devo gestire sotto ogni aspetto e non solo quello sportivo. Dopo Abu Dhabi ho pensato alle dimissioni, però resto perchè credo di essere quello che meglio può capitalizzare tutto il lavoro di questi mesi. Non sono attaccato alla sedia. Però sono giunto alla conclusione che dimettermi sarebbe stato un errore". La Ferrari è già determinata a vincere nel 2011: "L'errore ha prodotto effetti devastanti - spiega - ma in una gara normale sarebbe stato un errore normale. Ora bisogna evitare di buttare a mare tutto".

Un altro lato poco positivo della stagione è stato il rendimento di Felipe Massa: "E' ancora integro dopo il colpo all'Hungaroring? Abbiamo fatto tutte le verifiche del caso. Felipe è un uomo e un pilota perfettamente integro. Si lamenta molto perché cerca scuse mentali, ma sa benissimo che non può permettersi un'altra stagione come questa.

La concorrenza? Oltre alla Red Bull che ha vinto e parte favorita tornerà una grande McLaren; lì davanti ci sono sempre stati e Hamilton è un pilota eccezionale. Poi mi aspetto anche la Mercedes: ha investito troppo per permettersi un'altra stagione come quella scorsa. L'avversario più temibile? Vettel. La chiave del 2011? In pista dovremo abituarci a una piccola rivoluzione, non sarà più così automatico che chi parte in pole abbia la strada spianata per la vittoria. Saranno importanti le strategie".

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