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11 febbraio 2011

Per Kubica una reliquia di Wojtyla. Intervento riuscito

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Kubica ha rischiato di perdere un braccio, ma ora ha più forza e coraggio per tornare in pista (Getty)

Il cardinale Dziwisz: per il pilota una goccia di sangue del Papa. Lui, operato di nuovo, dice che vuole tornare presto in pista. Scrivigli un messaggio nei forum di Sky.it: verranno consegnati personalmente al pilota. GUARDA IL VIDEO

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Robert Kubica riceverà una reliquia di Papa Giovanni Paolo II per aiutarlo a guarire. E' quanto ha annunciato il cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia (nel sud della Polonia). In un reliquiario che sarà portato sabato a Kubica, ricoverato nell'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, c'è una goccia di sangue e un pezzo di stoffa di un abito di Papa Wojtyla, ha detto Dziwisz alla televisione polacca privata TVN24. "Giovanni Paolo II stesso praticava lo sport, amava gli sport e la gioventù ", ha aggiunto Dziwisz, allora segretario e amico personale di Karol Wojtyla.

L'incidente nel Rally di Andora, nel Savonese, oltre ad avergli causato diverse fratture, ha messo a rischio l'uso della mano destra del pilota polacco. Dopo la morte di Giovanni Paolo II, nell'aprile 2005, Kubica, a lui assai devoto, gli dedicò una scritta sul suo casco.

Il nuovo intervento chirurgico - E' durato nove ore l'intervento su Robert Kubica, il pilota di Formula Uno rimasto ferito domenica ad Andora. L'intervento ha interessato il piede, la spalla e la parte anteriore del gomito. "Abbiamo concluso il secondo intervento chirurgico sull'omero che era gia' stato compromesso in un precedente incidente. Abbiamo sistemato degli innesti ossei e sistemato una lunga placca. Abbiamo effettuato un intervento sulla parte anteriore dell'omero, ma dovremmo ancora intervenire sulla parte posteriore", ha detto il dottor Francesco Lanza primario di ortopedia.

Kubica ora sarà trasferito nel reparto di rianimazione per due giorni. Il pilota polacco è stato visitato anche dal primario Igor Rossello, che lo ha operato domenica: "Anche dopo questo secondo intervento la mano di Robert non ha subito traumi, ma anzi ha superato bene anche questa fase. La mano è vascolarizzata e non è gonfia". 

Le prime parole del pilota -
Robert Kubica ci crede, la sua carriera non è finita contro quel guardrail e dopo il terribile incidente di domenica scorsa ha voglia di ripartire. "Le dita funzionano, le sento - racconta in un'intervista alla Gazzetta dello Sport - Il braccio anche. Ma mi devono operare e solo dopo saprò. Avrò una duplice operazione. E' l'ultimo intervento, poi basta. Dopodomani potrò davvero capire come sto, poi comincerà il conto alla rovescia. Per cosa? L'inizio della preparazione. Ho in mente solo quella. Voglio tornare in pista più forte di prima. Perché dopo questi incidenti non sei più lo stesso, migliori. Mi era accaduto anche nel 2007, dopo il botto in Canada".

Nessun ricordo dell'incidente -
Perché per Kubica "un pilota non è solo acceleratore e volante, è qualcosa di più. C'è differenza tra chi guida all'80% e chi al 95%: in quel 15% in più ci sono le capacità e le motivazioni che ti vengono fuori. Io dal 2007 sono più forte come guidatore, come testa. E anche stavolta sarà così, quando tornerò fisicamente a posto". Dell'incidente non ricorda nulla e l'unico pensiero è "accorciare i tempi con una preparazione curata al massimo. Non so neanche come sia fatto un osso, ma dal momento che me lo rimettono a posto, poi spetterà a me farlo funzionare come si deve". Senza alcun rimpianto. "I rally non sono solo passione, sono un allenamento duro, severo per la F1 - aggiunge il pilota polacco - Io guido meglio in F1 perché ho disputato tanti rally lo scorso anno".

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