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30 maggio 2011

Perez lascia l'ospedale: "In Canada voglio esserci"

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La Sauber di Perez semidistrutta nell'impatto all'uscita dal tunnel di Montecarlo

Passata la paura per il brutto incidente nelle qualifiche del Gp di Monaco, il pilota della Sauber ha fretta di tornare in pista: "E' l'obiettivo principale e non vedo la ragione per cui non dovrei correre a Montreal". VIDEO E FOTO DELLO SCHIANTO

FOTO: Le immagini dell'incidente di Perez - Il racconto fotografico della gara di Montecarlo - L'album della stagione 2011

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"In Canada corro, sicuro". Sergio Perez non ha dubbi: tra 2 settimane vuole essere in pista a Montreal. Il pilota messicano della Sauber è stato dimesso stamattina dall'ospedale Princesse Grace di Montecarlo dopo l'incidente avvenuto sabato nelle qualifiche del Gp di Monaco . Per  precauzione il 21enne driver, alla prima stagione nel circus, dovrà rimanere per 2 giorni nel Principato. Poi, potrà viaggiare. Il pilota, che ha riportato una lieve commozione cerebrale, pensa già al prossimo appuntamento del Mondiale.

"Non c'è nessun problema per il Canada - dice all'agenzia Dpa -. E' l'obiettivo principale e non vedo la ragione per cui non dovrei esserci". "Ora devo rimanere qui due o tre giorni per recuperare in pieno. Ho preso un bel colpo alla testa, adesso non è proprio il caso di volare. Voglio starmene tranquillo in albergo, prendermi il tempo necessario e ricominciare a vivere normalmente", spiega ancora. Perez ha lasciato l'ospedale poco prima di mezzogiorno,  accompagnato dai genitori e dalla sorella. I medici "mi hanno detto  di fare le cose con calma e di evitare gli sforzi. Ma non c'è nessun problema: starò qui due giorni e poi potrò fare quello che voglio", ripete.

Perez non è in grado di ricostruire precisamente l'incidente. "Mi ricordo bene il primo schianto. Il secondo, invece, no. Non so bene cosa sia successo: ero sulla parte sporca della pista, in frenata ho perso il controllo della monoposto. Sono uscito dal tunnel molto vicino alle barriere, fuori dalla traiettoria ideale. Questo è stato il problema principale".

Il pilota ha perso conoscenza dopo il primo impatto. A quanto  pare, si è svegliato quando già era stato trasportato in ospedale. "La gente gridava, attorno a me vedevo tanti medici. C'era anche mio  padre, mi sembrava di essere in un sogno", racconta. La disavventura, dice, va archiviata senza fare drammi. "Questo è il mio lavoro. In  pista si dà il massimo, a questi livelli si corre al limite e può succedere qualsiasi cosa in qualsiasi momento. Io spingo al massimo e  continuerò a farlo: darò tutto e rischierò tutto".

Nella serata di sabato, Perez ha visto in tv la finale di Champions League tra il Manchester United e il Barcellona. Ieri, invece, ha visto il Gp. E, con un pizzico di invidia, ha festeggiato il quinto posto centrato dal suo compagno, il giapponese Kamui Kobayashi. "Provo un po' di rabbia, sarebbe stata una buona occasione per fare punti. Ma tutto passa, di sicuro tornerò al top", dice il pilota. Più prudente suo padre Antonio, che nelle ultime 48 ore ha ricevuto una valanga di messaggi, compreso quello del presidente messicano Felipe Calderon. "In questo momento -dice il papà del pilota - non è il caso di correre altri rischi. Bisogna controllare tutto nei minimi dettagli. Un podio, una vittoria o un Mondiale non valgono mio figlio. Non sappiamo per quale motivo Dio abbia messo questo sassolino sulla nostra strada".

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