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17 aprile 2012

Qui Bahrain: "Siamo pronti, nessun rischio per i piloti"

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Anche ora la situazione non appare tranquilla nell'Emirato, ma si correrà

La monarchia dell'Emirato ha letto come "un voto di fiducia internazionale" il sì della Fia a disputare il Gp in calendario il 22 aprile a Manama. L'anno scorso non venne disputato a causa dei disordini nel Paese, ai limiti della guerra civile

"Corridori e team non hanno nulla da temere per la loro sicurezza in Bahrain" assicura Zayed Al Zayani, direttore del circuito dove da venerdì cominceranno le prove per il Gran Premio di Formula 1, spiegando che l'Emirato "non è la Siria o l'Afghanistan. La decisione di correre è stata presa proprio nella certezza che nulla di rischioso può avvenire".

"Non abbiamo fatto una scommessa ma è invece una scelta meditata dopo aver valutato tutte le questioni. Siamo certi che l'evento sarà un successo", ha aggiunto Al Zayani per spiegare la decisione presa dalla Fia di procedere con lo svolgimento della corsa. L'anno scorso il Gp non venne disputato a causa dei disordini nel Paese, ai limiti della guerra civile. Anche ora la situazione non appare tranquilla, ma Al Zayani spiega che "se ci sono problemi in qualche villaggio, sono sicuro che la Formula 1, i team o i media non sono un bersaglio".

La monarchia del Bahrain ha ovviamente letto come "un voto di fiducia internazionale" il sì della Fia a disputare la prova del Gran Premio di F1 in calendario per il 22 aprile a Manama, nonostante l'emirato petrolifero stia assistendo ad un'altra aspra ondata di violenze e le politiche del governo nei confronti dei dissidenti siano state duramente criticate dalle associazioni per la difesa dei diritti umani.

"La decisione riflette fiducia nella stabilità e nelle condizioni di sicurezza del Bahrein così come nella sua capacità di ospitare un evento sportivo di respiro mondiale," si legge in un comunicato del primo ministro Prince Khalifa bin Salman Al Khalifa. Giornate di proteste sono state annunciate per tutta le settimana fino al 22 Aprile, già soprannominate "i giorni della rabbia", ma le manifestazioni, hanno assicurato i gruppi organizzatori, si terranno lontano dal circuito di Sakhir.

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