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25 novembre 2012

Formula Due. Dalle 17 è braccio di ferro Vettel-Alonso

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La Ferrari di Alonso in pista in Brasile

L'ANALISI. Con una Ferrari così giocarsi il titolo all'ultima gara è già un miracolo per lo spagnolo (settimo tempo in griglia, il tedesco è quarto ). In Brasile peserà l'incognita meteo. Ma il Mondiale 2012, in assenza di variabili, pare assegnato...

di Antonio Boselli

Arrivati a questo punto, la posizione in griglia conta poco. Deve essere questo il pensiero di Fernando Alonso perché con una Ferrari così giocarsi il titolo all'ultima gara è già un miracolo. Difficile scalfire la corazza di Fernando che nelle ultime due gare è partito sesto e settimo conquistando un secondo e un terzo posto.

E allora perché non replicare anche in Brasile? Una mano gliel'ha data Maldonado che, retrocesso di 10 posizioni, ha fatto avanzare Alonso dall'ottava alla settima posizione in griglia. Per il resto c'è solo una gara da vincere. Impossibile? Forse ma fare calcoli non ha senso. Vettel parte quarto, ha tredici punti di vantaggio in classifica e può contare sulle McLaren: Hamilton e Button hanno conquistato la prima fila e possono togliere il podio sotto i piedi di Alonso. E il podio per il ferrarista è l'unica chance per conquistare il titolo.

Ma ci sono tante variabili che possono incidere: incidenti, rotture ma molto più banalemnte il meteo che in Brasile ha tolto e ridato mondiali nell'arco di pochi metri. Le previsioni dicono pioggia, forse l'unico elemento di caos che può cambiare il destino di un Mondiale che sembra già segnato. Ma arrivati a questo punto, anche il destino conta poco.

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