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04 marzo 2013

F1, previsioni difficili. Ma qualcosa s'intravede...

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L'analisi di Carlo Vanzini dopo i test di Jerez e Montmelò (Foto Getty)

Il punto di CARLO VANZINI . Sarà battaglia, anche se i test non forniscono dati definiti. Mercedes competitiva, McLaren un'incognita. La Ferrari dà l'impressione di essere migliorata, mentre la Red Bull non ha cercato "temponi". L'outsider resta la Lotus

di Carlo Vanzini

Si è detto e scritto da più parti: i test pre-campionato non offrono grandi spunti per capire, in modo dettagliato, che tipo di Mondiale sarà quello a cui assisteremo dal 17 marzo. Considerazioni probabilmente tutte vere se si tiene conto dell'esiguo numero di collaudi a disposizione delle scuderie. Eppure in 1.105 chilometri, quelli cioè che separano il circuito di Jerez de la Frontera da quello di Montmelò, qualche chiaro segnale è arrivato.

Mercedes competitiva. Ma quanto? - Ad oggi, per esempio, sappiamo che la Mercedes è molto competitiva sul giro secco: Nico Rosberg ha infatti chiuso le prove con il botto, bloccando il cronometro a 1'.20''.130, ovvero il miglior tempo assoluto in Catalogna. Sulla stessa pista, il tedesco si era messo in mostra il 19 febbraio con un buon 1'.22''.616. Resta l'incognita sulla lunga distanza, ma se i problemi della stagione precedente (sfliza di ritiri, anche per un capriccioso Drs) verranno risolti, si potrebbe profilare una bella lotta. Con un Hamilton in più si può.

McLaren sì, McLaren no - I test in Andalusia erano iniziati nel migliore dei modi, soprattutto per Button: suo il tempo migliore nella giornata d'esordio. Poi, per sentir di parlare di McLaren, sono dovuti passare quindici giorni, aspettando la buona vena di Perez a Barcellona. E' sul pilota messicano che si addensano i principali interrogativi. Per sua stessa ammissione, la Mp-4 è "cucita" addosso al compagno di squadra, mentre, ha dichiarato al quotidiano As, "il mio livello di adattamento alla McLaren è 6 o 7 su una scala da 1 a 10″. Ricapitolando: dai primi giri la McLaren è apparsa sì competitiva, con ottime simulazioni, ma c'è un Hamilton in meno. Mica dettagli. Come non è un dettaglio l'avvicendamento tra Paddy Low e Tim Goss nel ruolo di direttore tecnico.

Che fa la Red Bull?
- Mutuando il gergo calcistico, questa è la squadra da battere. Ovvio, ma il Triplete messo in bacheca negli ultimi anni, tre appunto, parla chiaro. Tra Jerez e Barcellona, il team austro-britannico non ha cercato "temponi", anche se ha ottenuto una super prestazione con gomma dura: il 28 febbraio con Webber. Circostanza che ha spaventato un po' tutti i gli avversari. L'ottavo crono di Vettel nella giornata conclusiva, invece, lascia spazio a qualche perplessità.

Capitolo Ferrari - E' quasi una certezza: la F138, ovvero la nuova Ferrari, è migliorata rispetto alla monoposto vista all'opera nel 2012. Tra il 7 ed il 21 febbraio, prima Massa e poi Alonso hanno chiuso i test davanti a tutti. Il brasiliano meglio dello spagnolo (1'.17''879 contro l'1'.21''875 dello spagnolo), anche nelle simulazioni di un gran premio. Al di là di questo, però, i segnali positivi ci sono eccome. Rodotto anche il gap dalla Red Bull? Questo inizieremo a scoprirlo dal Gp dell'Albert Park di Malbourne.

Fiori di Lotus? - Se saranno rose per il team britannico, beh, anche questo lo capiremo dai primi giri nell'emisfero australe. La Lotus si è conquistata per ora il titolo di outsider ed è lì, pronta a strappare quanti più podi e punti possibile ai top team. Nonostante i test altalenanti, dunque, c'è ottimismo. Resta il dubbio Grosjean, pilota che ha ammesso di aver iniziato da settembre un percorso con uno psicologo. Al di là di questo, se da incognita lo svizzero dovesse diventare un problema, si aprirebbe uno spiraglio per il nostro Valsecchi. Sperare non costa nulla, Grosjean non ce ne voglia.

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