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08 maggio 2013

Addio Gilles, il mito Villeneuve volò via 31 anni fa

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Gilles Villeneuve ha corso 68 Gran Premi in Formula Uno, vincendone sei (Foto Getty)

L'8 maggio 1982 moriva in Belgio uno dei piloti più talentuosi e amati della storia della Formula Uno. Dal Quebec a Zolder, ecco come un ragazzo canadese è diventato leggenda immortale

Sessantotto Gran Premi, 6 vittorie, nessun Mondiale vinto. Con questi numeri un qualsiasi altro driver di Formula Uno sarebbe uno normale. Qualsiasi altro ma non Gilles Villeneuve, il pilota canadese scomparso l'8 maggio 1982, esattamente 31 anni fa, durante le prove del Gp del Belgio sul circuito di Zolder.

Dal Canada a Maranello – Una carriera, quella del ragazzo di Saint-Jean sur Richelieu legata a doppio filo alla scuderia del Cavallino. Nato nel 1950 nella regione canadese del Quebec, dopo due stagioni in Nordamerica Gilles arrivò in Formula Uno con la McLaren nel 1977. Due gare con la scuderia britannica poi l'arrivo alla corte della Ferrari. A Maranello correrà per il resto della carriera, anche grazie alla stima del patron Enzo che ammirava le qualità tecniche e la generosità del canadese.

L'Aviatore, amato dai tifosi, criticato dai media– Un pilota, Gilles, che guida sempre al massimo, non facendo calcoli. Piede sull'acceleratore, frenate ridotte al minimo, traiettorie strette, sorpassi impossibili. E tanti scontri e incidenti. Tanto da guadagnarsi il soprannome di “Aviatore” e il tifo anche di chi ferrarista non è. Perchè Gilles è generoso, creativo, appassionato, vince qualche volta (6 Gp in cinque Mondiali), perde in altre occasioni, per guai alla macchina o per sue manovre azzardate. Ma non si risparmia mai. Come nel 1979 quando ingaggia un duello con René Arnoux durante il Gp di Francia. La prima gara la vince in casa, in Canada nel 1978, Come massimo risultato raggiunge un secondo posto nel Mondiale 1979, dopo essere stato anche in testa alla classifica.

1982, scontri al Cavallino e la tragedia di Zolder – Dopo un discreto 1981 il campionato 1982 iniziò male. Due ritiri e una squalifica. Poi il Gran Premio di San Marino. A Imola Gilles e il suo compagno, il francese Didier Pieroni, diedero vita a un duello serratissimo terminato con il transalpino primo e il canadese secondo. E una serie infinita di polemiche. Con Gilles che accusò il suo compagno di squadra di non aver rispettato gli ordini di scuderia. Polemiche che durarono per due settimane. Fino al Gran Premio del Belgio a Zolder. E alle 13.52 dell'8 maggio quando a otto minuti dalla fine delle qualifiche la Ferrari numero 27 di Gilles Villeneuve si scontra con la March del tedesco Jochen Mass. La Rossa si cappotta e Gilles viene sbalzato fuori dall'abitacolo, l'impatto è terribile. Il canadese verrà trasportato all'ospedale di Lovanio dove morirà alle 21.12 dello stesso giorno. L'ora in cui inizia il mito di Gilles l'”Aviatore”.

Il mito e gli omaggi postumi -
Nonostante non abbia vinto neppure un Mondiale e  conquistato solo 6 Gp, Gilles è rimasto nel cuore degli appassionati di motori. Tanto che il circuito di Montreal ha preso il nome dell'asso del Quebec e sul circuito Dino ed Enzo Ferrari c'è una curva dedicata all'Aviatore. E il ricordo non è mai mancato anche nei piloti. Come il francese Jean Alesi che in onore di Gilles ha scelto il numero 27 e l'amico-rivale Renè Arnoux che nei primi giorni del maggio 2013 ha guidato la 312 T4 per vie di Modena.

La carriera di Gilles Villeneuve in cifre

Scuderie McLaren, Ferrari
Gp disputati 68 (67)
Gp vinti 6
Podi 13
Pole position 2
Giri veloci 8

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