Caricamento in corso...
14 maggio 2013

Pirelli, via al cambio gomme. Ecco cosa succederà in F1

print-icon

L'ANALISI DI CARLO VANZINI . Oggi l'annuncio delle modifiche per le prossime gare del Mondiale: prevale il peso "politico" della Red Bull. Si tornerà al kevlar

di Carlo Vanzini

Oggi la Pirelli annuncia cambiamenti per le gomme di F1. Troppe le delaminazioni negli ultimi due gran premi. Sei in totale, tra Bahrain e Spagna. Per delaminazione s'intende il battistrada che vola via mentre la struttura interna, grazie alla lamina d'acciaio, resta gonfia, consentendo così a Di Resta, durante le prove libere, in una curva veloce verso destra, di non andare a sbattere verso sinistra, cosa che sarebbe successa per lo scoppio totale della gomma in appoggio, o a Vergne di rientrare comunque ai box.

Di mezzo anche i parametri suggeriti da Pirelli per temperature e inclinazioni gomme da rispettare, ma non obbligatoriamente, che spesso vengono superati dai team a caccia di prestazioni (Mercedes), ma poi hanno effetti "devastanti" sulle gomme. Chiaro che l'immagine è di quelle forti e che per Pirelli, soprattutto a livello commerciale e comunicazione, avere ad ogni weekend le delaminazioni e team radio in cui i piloti vengono invitati a preservare le gomme, non è bello.

Con questa struttura, il detrito penetra nel battistrada e come un coltello fa saltare l'involucro invece di far scoppiare per intero la gomma non riuscendo a penetrare la fascia d'acciaio. Si tornerà al kevlar, ma Lotus e Ferrari sono alla finestra per capire come questo ritorno al passato, richiesto a gran voce da Red Bull e Mercedes, possa incidere sui cambiamenti prestazionali delle loro monoposto rispetto a quanto visto nelle prime cinque gare della stagione.

In molti gridano allo scandalo per le gomme, ma andando un po' a ritroso si vede come non ci sia stata una rivoluzione in negativo di prestazioni, se non per chi grida allo scandalo. Eloquente il confronto con il gran premio di Spagna del 2011, anno in cui Red Bull vinse 12 gran premi su 19. Allora Vettel vinse la gara con quattro soste, come domenica Alonso e, come Domenica Alonso, chiuse il gp con una media oraria di 186 Km/h (0,5 più veloce di Alonso 2013). Stessa media anche per la vittoria 2012 di Maldonado.

Allora Alonso finì doppiato di un giro, domenica invece Vettel è finito a 38'' da Alonso.Di mezzo quindi in due anni la differenza che si nota di più è che chi vinceva allora, Vettel, ha perso praticamente due minuti sul tempo complessivo di gara, mentre Ferrari e Lotus (allora Renault con Nick Heidfeld), li hanno guadagnati.

Di mezzo quindi scatta il peso politico. Da una parte cè chi vorrebbe, o, visto che viene accontentato, diciamo ha ottenuto, un ritorno al passato, per ritrovare prestazione, pur avendo dominato di recente la gara del Bahrain, con le stesse gomme della Spagna, ma con temperature diverse e con mescola dura modificata. Dall'altra parte c'è chi ha trovato il modo di far lavorare bene queste gomme e lo ha dimostrato con un ritmo costante con quattro o tre soste, ossia Ferrari e Lotus.

I cambiamenti fanno pensare che la bilancia del peso politico penda più a favore dei campioni del mondo in carica che non dalla parte di chi vorrebbe diventarlo. La presenza in Spagna di Dietrich Mateschitz, a lungo a colloquio con Ecclestone, deve aver dato la spinta decisiva.

Quando le novità arriveranno vedremo se le carte della prestazioni verranno rimescolate con il ritorno, come in molti temono, del saluti e baci al via della Red Bull o se resterà l'incertezza tra i tre team che ci stanno regalando un mondiale intenso, ossia Red Bull, Ferrari e Lotus, ma quel che è certo è che se qualcuno all’annuncio dell’avvento Pirelli in F1 aveva sostenuto che le scelte Pirelli sarebbero state condizionate da Maranello, per ovvi motivi di nazionalità e rapporti, beh i fatti recenti dimostrano che evidentemente non era e non è così.

Tutti i siti Sky