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22 maggio 2013

Gp Monaco, che imprese e spettacolo negli ultimi 20 anni

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Jarno Trulli alza la coppa a Monaco dopo il successo del 2004 (Getty)

LIVE E IN ESCLUSIVA SU SKY . Da quando è mancato il Re del Principato, Ayrton Senna, sono state molte le gare indimenticabili. Ripercorriamone tre, fra sorprese, passaggi di consegne e un pizzico di orgoglio italiano. I VIDEO

Domenica si corre il Gp di Monaco, sesta prova del Mondiale. Escludendo l’epopea di un mito come Ayrton Senna (vincitore sei volte nel Principato) ecco le 3 indimenticabili imprese che hanno incorniciato la gara più affascinante del campionato negli ultimi 20 anni (guarda i video da Youtube).

15 maggio 1994: Michael Schumacher
Il Gp di Monaco di quell’anno è stato un passaggio di consegne tra due leggende della F1. Ayrton Senna, vincitore per 6 volte tra i guardrail del Principato, era scomparso da appena due settimane nel tragico incidente di Imola. Un giovane Michael Schumacher (Benetton) conquistò la prima la pole della carriera (con tanto di record del tracciato), per poi dominare la gara grazie anche all’autoeliminazione dei rivali come Hill e Hakkinen. Solo Brundle e Berger, sul podio con il tedesco, non finirono doppiati. Schumi vincerà per 5 volte a Monaco, una in meno del maestro Senna.



19 maggio 1996: Olivier Panis

Indubbiamente il Gp di Monaco più imprevedibile dell’ultimo ventennio. Qualche numero: delle 22 vetture partite, solo 4 giunsero al traguardo. La gara fu interrotta al 75.o giro dopo aver raggiunto il limite di tempo di 2 ore. Il vincitore, Olivier Panis (Ligier), era partito 14.o e vinse a Montecarlo la sua prima e unica corsa della carriera. Si corse sotto un diluvio che rese la vita impossibile ai piloti: 5 ritiri nel giro iniziale (tra cui la Ferrari di Schumi), poi testacoda e incidenti a non finire. Sino al trionfo, inaspettato, di Panis.



23 maggio 2004: Jarno Trulli
Vincere la prima gara della carriera a Monaco è speciale. Jarno Trulli rientra nel ristretto club grazie al fantastico week-end del 2004. L’abruzzese della Renault infatti centrò al sabato il giro più veloce che gli garantì la pole position, per poi dominare la corsa, vincendo il suo primo Gp. Non fu una gara semplice, come sempre nel Principato, con alcuni colpi di scena (Schumi che sbatte contro le barriere scaldando le gomme con la safety car in pista e tamponando Montoya, Alonso out per un incidente all’uscita dal tunnel). Solo Button e Barrichello, sul podio con Trulli non furono doppiati e appena 9 vetture giunsero al traguardo. La bandiera italiana non sventolava a Montecarlo dal 1952, quando a vincere fu Vittorio Marzotto.

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