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22 giugno 2013

Lamborghini, quel sogno mai realizzato chiamato Formula 1

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L'olandese Eric Van de Poele alla guida della Modena Team nel Mondiale del 1991 (Getty)

Quest'anno la prestigiosa casa automobilista italiana taglia il traguardo del mezzo secolo . Ripercorriamo la sua avventura nel circus mondiale, breve e poco fortunata, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta

Non è mai sbocciato l'amore, forse perchè in Italia c'è posto solo per la Ferrari. O probabilmente perchè nel Dna della Lamborghini c'è solo la strada, non la pista. Fatto sta che il rapporto tra la casa emiliana, che quest'anno taglia il traguardo del mezzo secolo, e la Formula 1, è stato breve, intenso e non particolarmente positivo.

Debutto da fornitore – Il fondatore Ferruccio Lamborghini non ha mai voluto che la sua creatura si 'sporcasse' la carena con le gare. Solo con l'avvento degli americani (Chrysler), la Lamborghini è sbarcata in F1 come fornitore dei motori dodici cilindri a V aspirati: è il 1989 quando la Larrousse sceglie il marchio italiano, che ottiene un 6.o posto come miglior risultato.
Nel 1990 la Lamborghini si accoppia anche con la Lotus, conquistando il suo unico podio da fornitore (terzo posto di Aguri Suzuki su Lola Larrousse nel Gp del Giappone) e 14 punti iridati.

Modena Team –
Appoggiandosi a nomi importanti come l'ex DT della Ferrari, Mauro Forghieri, la Lamborghini crea una propria scuderia nel 1991, chiamandola Modena Team. Nel primo Gran Premio della stagione, disputato a Phoenix, Nicola Larini, diciassettesimo in qualifica, rimontò fino al settimo posto, nonostante i cinque giri di distacco rimediati dal vincitore Ayrton Senna.
Il resto della stagione però fu disastroso, con l'italiano che si qualificò alla gara in tre occasioni (due 16.i posti e un ritiro) e l'olandese Eric Van de Poele in una sola (9.o a Imola). Zero punti in 16 Gp furono un risultato troppo deludente per i vertici di Sant'Agata, che ritirarono la squadra dopo appena un anno.

Capolinea in F1 - Lamborghini ha proseguito nel suo ruolo di fornitore sino al 1993, raccogliendo qualche piazzamento con Larrousse e Minardi. Proprio quell'anno, la casa bolognese fu vicina a siglare uno storico accordo con la McLaren di Senna e Dennis, saltato all'ultimo. Fu la goccia che fece traboccare il vaso: la Lamborghini tornò così a fare ciò che sapeva meglio, ovvero le vetture sportive più desiderate e cool del mondo.

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