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01 luglio 2013

Pochi errori e un po' di sorte: ecco perché ha vinto Rosberg

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Rosberg fa festa ai box della Mercedes dopo la vittoria a Silverstone (GETTY)

A una settimana dal Gp di Germania , il tedesco della Mercedes in Gran Bretagna ha centrato la seconda vittoria stagionale sfruttando i suoi pochi errori e gli handicap degli avversari. I RISULTATI

di Gianluca Maggiacomo

Dietro la vittoria di Nico Rosberg a Silverstone c’è un misto di fortuna e bravura. Forse più la prima che la seconda. Nulla contro il pilota della Mercedes, che anche ieri ha spinto tanto. Ma è indubbio che il tedesco in Gran Bretagna abbia beneficiato delle disgrazie (sportive) capitate agli avversari, soprattutto quelli che erano davanti a lui.

Lewis e Seb: uniti dalla malasorte - Le disgrazie, dunque. In primo luogo quelle del compagno di scuderia Lewis Hamilton che, partito in pole position e con il piede pigiato sull'acceleratore in avvio, era riuscito a mettere in riga il campione del mondo Sebastian Vettel. Contro il britannico, però, ha giocato la foratura all'ottavo giro che lo ha costretto a rallentare. Non è andata bene nemmeno al pilota della Red Bull, costretto al ritiro al 42' giro quando comandava davanti al driver della Mercedes. Ecco allora che ad emergere è stato Rosberg. Il tedesco, già vincitore a Montecarlo, è stato bravo a commettere pochi errori e a sfruttare gli stop degli altri. In gran parte, la sua vittoria a Silverstone può essere spiegata così.

Fernando: risalita dal basso – A brindare per la foratura di Hamilton e per il ritiro di Vettel, c’è anche Alonso. La sua trasferta oltre Manica non è stata memorabile, ma, dati i problemi cronici della sua Ferrari, è un successo tornare a casa con un prezioso terzo posto. L'asturiano ha anche ridotto il distacco dalla vetta della classifica generale. Contento? Macchè. Le incognite sulla Rossa rimangono tutte. In particolare quelle legate all'incapacità di sapersi imporre nelle qualifiche.

Gomme e buchi - Più che i piloti e le macchine, nel film di Silverstone il ruolo di protagonista lo hanno giocato le gomme. Tante le forature. Troppe. In ordine: Hamilton, Massa, Vergne e Perez. I primi tre tutti nello stesso punto. La Pirelli continua ad essere sotto accusa. Il Gp di Gran Bretagna si chiude con una certezza: nel Circus, oltre che a preparare la prossima tappa a Nurberg (Germania), ci sarà ancora spazio per le polemiche.

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