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13 agosto 2013

25 anni senza il Drake: i 10 comandamenti del Signor Ferrari

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Enzo Ferrari durante una conferenza stampa nel 1987 (Getty)

Il 14 agosto del 1988 si spegneva a Modena Enzo Ferrari, inventore e padre fondatore del Cavallino Rampante . Per ricordarlo, ecco alcune delle sue frasi più celebri, che lo hanno consacrato tra i miti italiani del Novecento. FOTO

di Claudio Barbieri

Di lui si è detto e scritto tutto. D'altra parte Enzo Ferrari ha creato un mito, un marchio globale riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, che rende orgoglioso un intero Paese.
Il Drake, 5.000 competizioni sportive e 25 titoli vinti sotto la sua gestione (di cui 15 in Formula 1 tra Mondiali piloti e costruttori), Commendatore, Cavaliere del Lavoro, due lauree honoris causa e fondatore nel 1947 del Cavallino Rampante, moriva all'età di 90 anni a Modena il 14 agosto di 25 anni fa. Uomo introverso, a volte burbero, ma con valori solidi come famiglia e lavoro (clicca qui per le FOTO).
Ecco dieci frasi che lo hanno contraddistinto, un'eredità tramandata nel tempo, non solo a Maranello.

"La migliore Ferrari che sia mai stata costruita è la prossima"

"Se un'anima c'è, è molto più probabile che ce l'abbia un motore piuttosto che un essere umano"

"La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe un attimo dopo il traguardo"

"I motori sono come le donne, bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili"

"Nessuno come Tazio Nuvolari accoppiava una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano"

"Gilles Villeneuve è stato un campione di combattività, ha aggiunto notorietà a quella che la Ferrari già aveva, gli volevo bene"

"Giù le mani dalla Ferrari: di me dite quello che volete"

"Con tanti riconoscimenti, mi è venuto il dubbio di essere qualcuno"

"Il secondo è il primo dei perdenti"

"Se lo puoi sognare, lo puoi fare"

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