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08 settembre 2013

Massa, Ricciardo, Di Resta. Un po' di azzurro a Monza

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Felipe Massa, pilota della Ferrari dal 2006, ha nonni originari della Puglia (Foto Getty)

ORE 14, DIRETTA SKY. Per la terza volta nella storia, la seconda consecutiva, non ci saranno italiani in griglia. Ma i tifosi di casa si possono consolare con chi di tricolore ha almeno le origini. C'è anche Jules Bianchi. Le loro storie

di Roberto Brambilla

Il nome non tradisce. Il passaporto un po' sì. In un Mondiale 2013 in cui l'orgoglio azzurro non è rappresentato al volante (zero italiani come nel 1969 e nel 2012), a Monza i tifosi tricolore potranno tifare, oltre che per la Ferrari, per chi, figlio e nipote di un'immigrazione più o meno lontana, ha almeno un po' di sangue italiano. Massa, Di Resta, Ricciardo, Bianchi: “italiani a metà” sul circuito di Monza.


Massa, brasiliano di Puglia -
Per Felipe l'Italia è una seconda patria. E non è una frase fatta. Ferrarista dal 2006 (arrivato per sostituire un altro brasiliano di origine italiana, Rubens Barrichello), il Bel Paese è quello che nonno Giuseppe lasciò negli anni Venti per cercare un futuro migliore. Da Cerignola in provincia di Foggia al Sudamerica. Argentina e Brasile, dove nacque suo figlio Luiz Antonio e poi il nipote Felipe. Quasi 100 anni di "lontananza", ma un rapporto forte con la città di origine della sua famiglia. Nel 2006 Felipe è diventato cittadino onorario di Cerignola e nella città pugliese è nato il primo fan club ufficiale del pilota Ferrari.

Ricciardo, un aussie un po' italiano - La nazionalità è australiana, ma le origini di Daniel sono rigorosamente tricolore, come il suo secondo passaporto. Con papà Joe, nato a Ficarra in provincia di Messina, ma trasferitosi a 7 anni a Perth in Australia (dove Daniel è nato nel 1989) e mamma Grace di origini calabresi, Ricciardo è legato a doppio filo al nostro paese. Oltre ad avere i requisiti, in teoria, per richiedere la cittadinanza italiana, Daniel parla discretamente la lingua di Dante (esercitata da ragazzo nelle cene domenicali con i nonni), ha parenti sparsi tra Sicilia e Calabria e nel 2008 ha cominciato a correre professionalmente proprio in Italia. Il paese in cui Ricciardo vive, visto che negli ultime due stagioni compete per la Toro Rosso.

Di Resta, uno scozzese di Sessa Aurunca - Corre in una scuderia indiana, è nato a poche miglia da Edimburgo, ma l'Italia è parte del suo dna. Suo nonno Felice, che in questi giorni lo accompagna a Monza, ha lasciato nei primi anni Cinquanta Corigliano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta per emigrare per amore in Scozia. Qui ha fatto fortuna, ma Paul, cugino di un altro italo-scozzese illustre (il tre volte vincitore della 500 Miglia di Indianapolis Dario Franchitti), l'Italia non l'ha mai dimenticata, tornandoci spesso per le vacanze estive dai parenti campani.

Jules Bianchi, tra Nizza e Milano -
E' uno degli esordienti della Formula Uno 2013 con la Marussia ma ha una storia legata a doppio filo ai motori e all'Italia. La sua famiglia è originaria di Milano, ma ha vissuto l'ultimo mezzo secolo tra Francia e Belgio. Dove il bisnonno di Jules era emigrato per lavorare come meccanico di Johnny Claes, pilota di Formula Uno e dove nonno Mauro e suo fratello Luciano (Lucien) Bianchi hanno corso in diverse categorie, tra cui la Formula Uno. La stessa in cui Jules, nato a Nizza, sta facendo le prime esperienze dopo aver fatto qualche anno di apprendistato. Ovviamente in Italia con la Ferrari Driver Academy, il "vivaio" dei piloti di Maranello.

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