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09 ottobre 2013

Suzuka, Vettel diventa campione se... Numeri & speranze

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Lo sguardo di Sebastian Vettel poco prima del GP del Giappone del 2012 (Foto Getty)

IL GP DEL GIAPPONE IN DIRETTA SU SKY. Lucio Rizzica interroga la matematica: la Ferrari e Alonso possono ancora sperare. Ma ecco cosa dovrà succedere domenica perché la Red Bull conquisti il 4° titolo. Poi testa e motori al 2014 , l'anno "zero"

di Lucio Rizzica

Sebastian Vettel - dopo il 4° successo consecutivo, ottavo stagionale - vede da vicino anche il poker iridato. Con 77 punti di vantaggio su Alonso, secondo in classifica, potrebbe quasi cantare vittoria, ma a chi gli domanda quanto si senta vicino al titolo mondiale 2013 risponde serafico che il prossimo Gp del Giappone sarà fantastico e non ha altri pensieri per la testa: "Guardo al presente, possiamo rivincere il campionato a Suzuka ma ci sono ancora troppi punti fra me e il successo".

Vettel campione se... - In realtà una vittoria del tedesco abbinata a un risultato deludente di Alonso (che non dovrebbe conquistare più di un punto) potrebbero assegnare la vittoria finale con quattro Gran Premi di anticipo sulla fine del calendario. Vettel ama Suzuka: "E' la migliore pista del mondo, abbiamo tanti tifosi e potremmo vivere un altro fine settimana indimenticabile. Ma Alonso ha ancora buone possibilità di rientrare in gioco. Abbiamo bisogno di dare ancora il meglio. Onestamente vorrei solo continuare questo momento positivo senza pensare al mondiale. Non vedo l’ora di tornare in pista, adoro Suzuka".  A conti fatti il quarto successo iridato di Vettel dipende forse solo dal tempo, ma mai dire mai.

Ferrrari, finché non c'è la matematica... - In Ferrari si lavora per una rimonta che al momento appare difficilissima ma non impossibile stando alla matematica. Del resto Vettel è il più costante, il più veloce, il favorito. Non c'è nulla da perdere a tentare il miracolo sportivo. La classe dello spagnolo e la qualità del box di Maranello autorizzano quantomeno a sperare.

2014, l'anno "zero"
- In attesa che, nell’ipotesi peggiore, tutto ritorni in discussione e si riparta da zero nel 2014. Quando le nuove monoposto in pista dovessero realmente confermare gli interrogativi della vigilia, quando allo stato attuale sono nulla più che disegni, modellini da studiare. I regolamenti non sono più 'elastici' come un tempo e recuperare a stagione in corso si fa difficile, gli spazi di manovra per i progettisti si ridurranno ancora di più, i gommisti avranno il loro da fare per intervenire sui deficit emersi in questo campionato e il loro prodotto finale sarà un'incognita, a fronte delle difficoltà che emergeranno dal dover gestire e domare la coppia offerta dai motogeneratori elettrici abbinati ai motori termici sovralimentati.

L'aerodinamica - Conterà meno l’efficienza aerodinamica degli scarichi - che ha fatto la fortuna di alcuni e originato i disastri di altri - e i propulsori turbocompressi standardizzati dalle norme regolamentari faranno un altro bel pezzo di differenza: architetture definite, regimi massimi di dotazione fissati, divieto di turbine a geometria variabile nelle configurazioni monoturbo, valvole di aspirazione collocate all'esterno del "V" e turbocompressore per forza di cose da collocare centralmente. In più, passaggio all'iniezione diretta, peso minimo dell’unità motore abbassato di 10 chili e tutta una serie di parametri che livelleranno il rendimento prestazionale delle monoposto. Al momento ipotizzabili più lente di qualche secondo rispetto alle attuali. Ce n’è abbastanza (e di più) per rimettere la palla al centro e ripartire a caccia del primato. Tutti più o meno alla pari. Intanto, come piace a Vettel, concentrarsi sul prossimo GP è il focus della settimana. Se nel calcio "è rigore quando l’arbitro fischia", nella F1 "è titolo mondiale quando si passa primi sotto la bandiera a scacchi dell'aritmetica". E fra il dire e il fare ci sono più di 300 km da percorrere senza disattenzioni.

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