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28 ottobre 2013

Vettel, il #cannibale con l'obiettivo di battere #Schumacher

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Sebastian Vettel si è laureato domenica in India campione del mondo per la quarta volta consecutiva

Abbiamo scelto cinque parole chiave per celebrare il 4° titolo iridato consecutivo del tedesco della Red Bull . Da Newey fino all'ex ferrarista, ecco gli #hashtag che hanno portato Seb, ancora una volta, sul tetto del mondo

di Claudio Barbieri

Sebastian Vettel un account Twitter nemmeno ce l'ha. Il tedesco, fresco vincitore del suo quarto titolo mondiale consecutivo, ha sempre marchiato come fake tutti i profili presenti a suo nome sui social network. Nonostante questo, il suo nome riempie il mondo del web grazie ai continui trionfi. Ecco quali sono state le parole chiave, gli hashtag di Twitter, di questa sua corsa al titolo iridato.

#testa - Vincere è difficile, ripetersi è più complicato, farlo per quattro volte di seguito è quasi impossibile. Vettel ci è riuscito nonostante la spada di Damocle del grande favorito. Per trionfare in appena 16 gare, rifilando agli avversari un gap enorme, bisogna avere una forza mentale non comune. Il segreto del successo del tedesco sta sicuramente nel suo piede destro, quello che pigia l'acceleratore. Ma senza la testa del campione, il poker non sarebbe mai stato servito.

#Newey - Seb dovrebbe girare metà dei suoi compensi al progettista della Red Bull, che dal 2010 gli ha messo a disposizione un vero e proprio gioiello della meccanica. La forza del pacchetto macchina-pilota, così come in tante altre dinastie (Senna-McLaren e Ferrari-Schumacher tra le più recenti), è stata fondamentale per conquistare 4 titoli. La riprova arriva dal fatto che la Red Bull, dal 2010, sbaraglia la concorrenza anche nella classifica costruttori.

#robot - Ripercorrendo il film della stagione, si capisce dove sta la grandezza di Vettel: nella capacità di limitare al minimo gli errori. In un campionato lungo 9 mesi, è umano commettere almeno 3-4 disattenzioni. D'altra parte, fra prove libere, qualifiche e gare, i piloti sono sollecitati al 101%. Il tedesco, al contrario dei suoi avversari, non sbaglia praticamente mai, nemmeno sotto pressione. In più ha sviluppato nel corso degli anni la capacità di "ascoltare" la monoposto come un veterano. Peccato che abbia appena 26 anni...

#cannibale - Vettel non si accontenta mai. Come i più grandi del mondo dello sport, quelli che sono entrati nella leggenda per le vittorie e non per i piazzamenti. Merckx, Phelps, Agostini, Loeb, Ali: con questa mentalità (e il supporto del mezzo meccanico, ovviamente), il tedesco è destinato ad entrare nel club riservato ai miti. I numeri sono dalla sua parte, avendo vinto una gara su tre e avendo conquistato il 36% delle pole a disposizione.

#Schumacher - La somiglianza con il kaiser che fece sognare i tifosi della Ferrari è impressionante. La voglia di vincere, il talento in pista, la meticolosità nel lavoro, la precisione teutonica. Ma anche lo scarso feeling con il pubblico, la poca propensione alla comunicazione e, perchè no, un filo di antipatia. Con 4 titoli, Vettel ha raggiunto Prost, con Fangio prossimo step. Ma il suo vero obiettivo è Schumi, fermo a quota 7: raggiungerlo e batterlo è la prossima sfida del nuovo kaiser.

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