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29 ottobre 2013

Seb è già Imperatore in Germania. Sarà il nuovo Schumi?

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Sebastian Vettel esausto nei box festeggia il suo quarto titolo (Getty)

Il quattro volte campione del mondo da molti è considerato anche l'umile campione, che per poter festeggiare un'oretta assieme alla squadra è rimasto in pista a dare una mano ai meccanici per smontare il box. Così Vettel ha celebrato il trionfo

di Lucio Rizzica

Dopo la conquista del suo quarto titolo mondiale consecutivo in Formula 1, in Germania Sebastian Vettel è diventato per tutti "l'Imperatore", il mostro delle corse. Insomma l'uomo che adesso può davvero insidiare il più grande, Michael Schumacher. Ma Sebastian è ben presente nell’immaginario collettivo anche come l'umile campione, quello che per poter festeggiare un'oretta assieme alla squadra è rimasto in pista a dare una mano ai meccanici a smontare il box pur di sveltire i tempi. Presentandosi al Radisson Blu Hotel di Greater Noida, un sobborgo di Delhi, solo intorno a mezzanotte, stanco e felice di aver condiviso risate e allegria, invitando a brindare ancora  con la ‘bomba del cacciatore’, un mix di amaro Jagermeister e ovviamente RedBull shakerati con ghiaccio. Greater Noida è nel distretto di Gautam Buddha Nagar, una quarantina di chilometri a sud-est di Nuova Dehli, nei pressi di uno dei centri industriali e universitari più importanti dell’India.

Da queste parti c'è poca abitudine al fracasso e alla musica a palla. Ma la domenica dopo il GP è speciale per Vettel e per il team, per questo si celebra con qualche eccesso sì il titolo iridato pur senza perdere di vista il calendario da esaurire; tanto che già si progettano un mega party negli Emirati Arabi e una super festa evento a San Paolo, in Brasile, a stagione archiviata. Per chiudere in bellezza e in pieno stile Mateschitz. La serata indiana, breve ma intensa, si consuma fra sorrisi, video bollywoodiani, immagini della formula uno storica e meccanici alticci in sari verde. Alla fine, nella piccola stanza con bar del piano terra, giusto accanto alla hall, si ritroveranno in una sessantina, fra componenti del team e amici intimi.

Una festa tutto sommato contenuta, impossibile andare a tutto gas per chi vuol chiudere da numero uno assoluto la stagione e ha già la mente concentrata su Abu Dhabi e il cuore proteso verso un altro trionfo. Una celebrazione con il freno a mano tirato, nella quale a conti fatti il solo vero estraneo è il direttore dell’hotel: noblesse oblige. Più che altro una festa in famiglia mentre l’area dell’Expo Mart già dorme, gli sconfitti si interrogano sugli errori passati e il futuro incerto, le auto ancora intasano gli incroci della Road Kasna su cui si affaccia il profilo illuminato del Radisson, freddo e desaturato nel suo blu di Thénard elegante e misterioso, vincente. Come quel ragazzino che dopo le ultime strette di mano entra in ascensore e si prepara al riposo del guerriero, entrato nella storia in punta di piedi e diventato già leggenda.

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