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09 novembre 2013

Stati Uniti, il Gran Premio con la valigia in mano

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Il circuito di Austin ospita il Gran Premio degli Stati Uniti dal 2012 (Foto Getty)

VERSO GP USA. Dal 2012 la corsa a stelle e strisce si disputa ad Austin. La pista texana è solo l'ultima ad aver ospitato una prova del Mondiale negli States. Da Indianapolis e Watkins Glen, ecco il pellegrinaggio della gara made in Usa

Un tempio dell'automobilismo, vecchi aeroporti, circuiti ricavati all'interno di città. Dal 1959, data della disputa del primo Gran Premio degli Stati Uniti valido per il Mondiale di Formula Uno, la corsa statunitense ha cambiato più volte casa. L'ovale di Indianapolis, il Glen e le strettoie di Dallas, ecco la lunga marcia della corsa americana.

Sebring e Riverside, Gran Premio alla ricerca di una casa – Nonostante la Formula Uno sia presente negli Stati Uniti fin dal 1950 con la 500 Miglia di Indianapolis, gli States non hanno avuto un Gp omonimo fino al 1959. La prima sede è Sebring, in Florida in un circuito ricavato all'interno dell'aeroporto commerciale di Hendricks Field, collegando con delle giunture le varie piste. Un circuito lungo quasi sei chilometri, leggermente in pendenza in cui si corre per l'unica volta a dicembre 1959, a tre mesi dalla prova precedente del Mondiale, con la vittoria della Cooper del neozelandese Bruce McLaren. L'anno dopo, nuovo Gp e nuova sede. Nel 1960 si corre infatti a Riverside in California, dove si era già disputata una gara nel 1958, ma non valida per il Mondiale. Un tracciato con la partenza in salita, molto ondulato e un'ultima curva, la numero nove, difficilissima e senza via di fughe.

Watkins Glen, 20 anni di emozioni e tragedie – Nel 1961 il Gp degli Stati Uniti sembra trovare una casa, nello Stato di New York, sulle rive del lago Seneca. The Glen, come lo chiamano semplicemente gli appassionati è un tracciato per campioni. Meno di 4 chilometri, disegnato da un professore della Cornell University è un circuito difficile, soprattutto dopo le modifiche effettuate nel 1971. Allungato di quasi 2 km, con una nuova sezione (The Boot, lo stivale) vede il trionfo in 20 anni di piloti del calibro di Graham Hill, Jim Clark, Niki Lauda e all'esordio Stirling Moss. Un circuito tecnico che vive anche due tragedie come le morti di François Cevert e di Helmuth Koinigg, nel 1973 e nel 1974.

Doppioni e cambi di sede –
La seconda metà degli Anni Settanta e gli anni Ottanta vedono un fiorire di Gran Premi sul suolo americano. In California a Long Beach, su un affascinante e pericoloso circuito cittadino (qui nel 1980 un incidente stroncherà la carriera di Clay Regazzoni) si corre tra il 1976 e il 1983 il Gp degli Stati Uniti Ovest, nel biennio 1981-1982 si disputa a Las Vegas il Gran Premio omonimo così come nel 1984 a Detroit, nella stessa stagione in cui a Dallas si corre il Gran Premio degli Stati Uniti nella prima e unica edizione in quella sede. Nella città texana, su un circuito cittadino e sotto un sole cocente vince il finlandese Keke Rosberg con Nigel Mansell quinto e colpito da malore a causa del caldo. Tra il 1985 e il 1991 la sede della corsa a stelle e strisce cambia altre due volte. Tre edizioni a Phoenix e quattro a Detroit, due dei quali con il nome di Gran Premio dell'Usa-Est. Sette stagioni, in cui per 5 volte trionfa il brasiliano Ayrton Senna, come per esempio nel 1989 a Phoenix, con un caldo soffocante, quando il pilota della McLaren è uno dei sei piloti su ventisei al via a passare sotto la bandiera a scacchi.

Ritorno a Indianapolis – Dopo 9 anni di assenza, nel 2000 torna in calendario il Gp degli Stati Uniti e la Formula Uno rimette piede ad Indianapolis con una prova valida per il Mondiale. Non si corre sull'ovale della 500 Miglia ma su un tracciato in cui si marcia in senso contrario a quello della classicissima. Sette edizioni con il dominio di Michael Schumacher e una gara, quella del 2005 entrata nella storia per il ritiro per ragioni di sicurezza, dopo il giro di formazione, di tutte le auto gommate Michelin.

Ultima tappa, Austin – Dopo altri tre anni di assenza (2008-2011) il Gp degli Stati Uniti trova la sua sede attuale, nella capitale del Texas. Un circuito permanente progettato da Hermann Tilke in cui si corre in senso anti orario pieno di saliscendi e curve ispirate a quelle storiche della Formula Uno come la Sebring-Auspuffkurve dell'Österreichring. Un tracciato su cui all'esordio ha vinto nel 2012 Lewis Hamilton su McLaren.

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