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22 novembre 2013

Calcio e Formula Uno, ecco dove il Brasile è il top

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Ayrton Senna colse sulla McLaren due successi nel Gp di casa a Interlagos, nel 1991 e nel 1993 (Foto Getty)

La sede dell'ultimo Gran Premio della stagione 2013 ha un legame speciale con il pallone e la velocità. Ma non solo. Da Rio de Janeiro a San Paolo, viaggio sportivo nel paese che ospiterà i prossimi Mondiali e le Olimpiadi estive

Un paese che nei prossimi tre anni sarà il centro dello sport mondiale, ospitando Mondiali di calcio e Olimpiadi estive. Il Brasile, sede della 19sima e ultima prova della stagione di Formula Uno 2013, è una nazione in espansione. Economica e sportiva. Tra tanto calcio e automobilismo, passando per basket e volley, ecco lo sport del colosso verdeoro.

Scrivi calcio, leggi Brasile – Lo portarono nella neonata Repubblica brasiliana gli inglesi. Poi cominciarono a giocarci tutti. Italiani, tedeschi, spagnoli, neri, bianchi, mulatti, senza distinzioni. Con risultati sotto gli occhi di tutti. Una Nazionale che ha vinto 5 Mondiali e 8 Coppe America, con club che sono entrati nella storia del pallone come il San Paolo, il Corinthians, il Palmeiras (fondata da immigrati italiani con il nome di Palestra Italia), la Fluminense, il Flamengo e giocatori che hanno costruito il mito dello sport. Da Domingos da Guia e Arthur Friedenreich, il bomber degli anni Venti figlio di un tedesco e di una donna di colore, al-più-grande-insieme-a-Maradona Pelè, passando per il Fenomeno Ronaldo, Zico, Falcao, Neymar, al "comunista" Socrates e al "perdente" Moacyr Barbosa, condannato all'oblio per aver causato secondo l'opinione pubblica dell'epoca il disastro mondiale del 1950. Un paese che ospiterà nel 2014 per la seconda volta un Mondiale, cercando di rompere un digiuno che dura da 12 anni, dal successo del 2002 firmato dalla doppietta di Ronaldo in finale.

Un paese sul filo della velocità
– I brasiliani amano le corse. Nella storia della Formula Uno tre sono stati i campioni del mondo verdeoro. Il precursore Emerson Fittipaldi, re per due volte nel 1972 e nel 1974, Nelson Piquet, autore di un tris tra il 1981 e il 1987 e soprattutto Ayrton Senna. Tre Mondiali, 41 vittorie (una delle ultime proprio a Interlagos nel 1993) e una classe cristallina che una tragica morte a Imola nel 1994 hanno consegnato al mito dell'automobilismo sportivo. Tre campioni, oltre a tanti ottimi piloti come l'ormai ex ferrarista Felipe Massa, Rubens Barrichello e José Carlos Pace, a cui è intitolato l'autodromo di Interlagos. I brasiliani vanno anche matti per le Formule "americane". Per sette volte la bandiera con la scritta Ordem et Progresso ha sventolato sulla 500 Miglia di Indianapolis (l'ultima volta nel 2013 con Tony Kanaan) e una volta, nel 2001, Cristiano Da Matta è stato campione nella categoria Cart.

Sotto rete e a canestro, il Brasile c'è - Negli sport di squadra le Nazionali verdeoro sono tra le più forti al mondo. Le selezioni di volley maschili e femminili sono state rispettivamente argento e oro a Londra 2012 e nella loro storia hanno conquistato 4 titoli olimpici, potendo mettere in campo fuoriclasse del calibro di Fabiana tra le donne e Giba, tra gli uomini. Un successo che si replica al maschile anche sul parquet. La Seleçao, che ha tre le sue fila i giocatori Nba Tiago Splitter, Anderson Varejao e Nenè e in cui in passato ha militato anche l'ex Juvecaserta e Pavia Oscar Schmidt, è presenza fissa a Mondiali e Olimpiadi con due titoli mondiali sul finire degli Anni Cinquanta e tre bronzi olimpici all'attivo.

Tennis, Bueno e Kuerten, campioni da Slam – Nel paese sudamericano la racchetta è soprattutto lo sport dell'elite bianca e di origine europea. Nella storia verdeoro ci sono due giocatori capaci di vincere uno Slam. La prima fu Maria Esther Bueno, capace di raccogliere 4 successi al Roland Garros e 3 a Wimbledon in singolare, oltre a 12 vittorie in doppio, il secondo Gustavo Kuerten che tra 1997 e il 2001 portò a casa tre Roland Garros e un Master, quello del 2000 in cui riuscì a battere nello stesso torneo Pete Sampras e André Agassi.

Atletica, vela e nuoto, riserva olimpica – Il Brasile, primo paese sudamericano a ospitare nel 2016 una rassegna a 5 cerchi, non manca ai Giochi dal 1932 a Los Angeles, anche la prima medaglia assoluta arrivò alla prima partecipazione, nel 1920. Un bottino di 108 medaglie, tra cui 23 d'oro che sono arrivate soprattutto tra le discipline. Dall'atletica che vanta un'ottima scuola nei salti, lungo e triplo con Adhemar Da Silva e Nelson Prudencio su tutti, alla vela dove tra i campioni verdeoro c'è anche l'ex tattico di Luna Rossa Torben Grael (5 podi tra il 1984 e il 2004), fino al nuoto, con gli allori di Cesar Cielo a Pechino e a Londra. Un medagliere olimpico che è diventato più ricco anche grazie a due sport di nicchia, come l'equitazione con il destriero Rodrigo Pessoa (portabandiera nel 2012) e al judo, diffusosi a partire dalla numerosa comunità giapponese che vive in Brasile, da fine dell'Ottocento.

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