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29 dicembre 2013

Nomi d'arte: dalla 375 alla F138, quante storie di Ferrari

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Alberto Ascari alla guida della Ferrari 375 durante il Gp di Spagna del 1952

Il Presidente del Cavallino, Luca Cordero di Montezemolo, ha annunciato che saranno i tifosi a scegliere il nome della prossima monoposto attraverso i social network. Ecco alcuni dei modelli che hanno trasformato la Scuderia in leggenda

di Claudio Barbieri

Tre grossi cambiamenti per il 2014 in casa Ferrari: Raikkonen, un'infinità di modifiche regolamentari, ma anche la grande novità che riguarderà il nome della vettura, che secondo quanto annunciato dal Presidente, Luca Cordero di Montezemolo, sarà scelto dai tifosi attraverso i social network. Per aiutare i ferraristi internauti, ecco un viaggio nella storia dei nomi delle Rosse.

Le prime vittorie - Nei primi anni del Mondiale, la Scuderia chiamava le proprie vetture con la relativa cilindrata unitaria. La prima vittoria iridata, ad opera di Josè Froilan Gonzales, sul circuito di Silverstone, arrivò con la 375, mentre Alberto Ascari nel 1952 conquistò il titolo Mondiale con la 500.
Il primo tocco di originalità è del 1956, anno del successo di Fangio con la D50, dal nome del progetto dell'ingegner Vittorio Jano, creatore dell'unica monoposto targata Lancia per il mondo della Formula 1. Sempre la D protagonista due stagioni più tardi, quando l'inglese Mike Hawthorn vinse il titolo sulla F246 Dino, dal nome del figlio di Enzo Ferrari, scomparso tragicamente due anni prima, ma capace di disegnare il motore V6 con cui fu equipaggiata la Rossa.

Gli anni '60 e '70 - Successivamente, con l'avvento dei motori 1500 cc di cilindrata, la consuetudine diventò quella di chiamare la monoposto con le prime due cifre (15) seguite dal numero di cilindri. Phil Hill vinse il suo Mondiale sulla 156 F1, John Surtees sulla 158.
Lo stile rimase identico nel 1966 con l'arrivo dei motori 3000. Niki Lauda conquistò il titolo nel 1975 sulla 312 T, dove la lettera significava cambio trasversale. Un naming peculiare lo si scova nel 1981, quando l'ingegner Forghieri progettò per Gilles Villeneuve e Didier Pironi la F126 CK: l'origine derivava dal motore a V di 120° con 6 cilindri con turbo Comprex KKK. Roba da intenditori...

L'era Schumacher - L'anno di nascita tornò prepotentemente alla ribalta negli anni '80, quando a Maranello le vetture vennero così battezzate: F86, F87 e F88. Forse anche a causa dei risultati sportivi scadenti, nelle stagioni seguenti si seguì semplicemente il freddo numero di progetto (la 640 su cui corsero Mansell e Berger o la 643 di Prost e Alesi), fino ad arrivare all'epopea Schumacher.
Il kaiser tedesco vinse il suo primo titolo sulla F1-2000, proseguendo con lo stesso stile fino al 2005. Nel 2003 la Rossa fu ribattezzata F2003-GA in onore di Gianni Agnelli, scomparso pochi giorni prima della presentazione della monoposto.

Le celebrazioni in Rosso - Nelle ultime stagioni la Ferrari ha voluto festeggiare due storici eventi. Nel 2009 la F60 celebra il 60° anniversario della Scuderia in Formula 1, mentre due stagioni più tardi la 150° Italia è un omaggio all'Unità nazionale.
Si arriva infine alla F138, utilizzata nel Mondiale appena concluso. In attesa che il popolo del web battezzi il nuovo gioiello a disposizione di Alonso e Raikkonen.

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